Italia
S’inaugura il parco eolico Foce del Cornia, poi si sistema la strada
PIOMBINO. La struttura funziona già, le pale si muovono e l’energia sta confluendo nel circuito nazionale.
Ciò, di fatto, rende l’inaugurazione del parco eolico Foce di Cornia più che altro una formalità. Ma una data prevista per il taglio del nastro c’è: martedì 24 settembre infatti, alla presenza di autorità ancora da definire, sarà presentato ufficialmente l’impianto eolico del Quagliodromo.
L’intenzione della Web Italia Energie Rinnovabili, società appartenente al gruppo austriaco Web Windenergie Ag e proprietaria del parco, era inizialmente quella di terminare i lavori di costruzione entro lo scorso aprile, così da inaugurare la struttura a maggio, una volta portate a termine alcune prove di funzionamento seguite da una fase di monitoraggio.
I tempi, però, si sono dilatati, i lavori sono finiti a giugno e alla fine l’inaugurazione è slittata a settembre.
Sembra, d’altra parte, che i test condotti sugli impianti abbiano dato esito positivo e che, fino a ora, non siano stati riscontrati problemi particolari.
Ricordiamo che il parco eolico Foce di Cornia, realizzato su un progetto che originariamente era dalla società Fera, si compone di sei pale alte 180 metri, poste a 400 metri dal mare e collocate a 300 metri di distanza l’una dall’altra.
Nelle stime del progetto l’impianto dovrebbe produrre energia pari a 52mila Mw/h annui. L’apertura dei cantieri ha sollevato diverse polemiche che hanno riguardato soprattutto l’impatto visivo collegato alla presenza di grandi pale accanto alla spiaggia del Quagliodromo. Terminato il parco eolico e fissata la data dell’inaugurazione, la Web Italia Energie Rinnovabili deve ancora iniziare i lavori per la sistemazione della strada d’accesso al Quagliodromo. Interventi, questi, previsti dall’accordo stipulato tra azienda e Comune e mai avviati, a detta della società, per non creare disagi ai bagnanti durante l’estate. L’intenzione, adesso, è quella di partire con le opere appena sarà terminata la stagione. —
Claudia Guarino
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