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Concerto da camera ai Vigilanti con il violino di Kadesha
Nel corso della serata verrà consegnato l’Elba Festival Prize 2019, al giovane e brillante musicista greco-albanese
PORTOFERRAIO. Quarta giornata per il festival “Elba Isola Musicale d’Europa”. Stasera alle 21,15 il teatro dei Vigilanti “Renato Cioni” di Portoferraio ospita un bel concerto da camera che vedrà protagonisti Maria Bader-Kubizek e Jonian Ilias Kadesha (violini), Vashti Hunter e Raphael Bell (violoncelli) e Itamar Golan (pianoforte).
Il programma, in bilico tra Ottocento e Novecento, presenta quattro capolavori della musica da camera. Nel corso della serata inoltre verrà consegnato l’Elba Festival Prize 2019, al giovane e brillante violinista di origine greco-albanese Jonian Ilias Kadesha. Il riconoscimento è una tradizione portata avanti da anni grazie all’importante sostegno dell’associazione Amici del Festival, ed è emblematico dello spirito della manifestazione, che mira a consolidare la crescita di giovani artisti anche tramite il confronto con figure già affermate.
Il concerto si apre con la Sonatina per violino e pianoforte op. 100, composta da Antonín Dvořák a New York tra il 19 novembre e il 3 dicembre del 1893 durante il suo soggiorno negli Stati Uniti. Si prosegue con la Suite per violoncello solo di Ernest Bloch, compositore e violinista svizzero naturalizzato statunitense. Si prosegue con la Sonata per violino e pianoforte n. 3 op. 25 di George Enescu, compositore rumeno di nascita, violinista di doti tecniche leggendarie, formatosi musicalmente a Vienna e trasferitosi giovanissimo a Parigi. Quest’opera – che verrà eseguita da Jonian Ilias Kadesha, e al festival è stato eseguito una sola volta una quindicina d’anni fa – rappresenta uno dei vertici dell’arte di Enescu e porta a compimento la sintesi, a lungo cercata dal compositore, tra la tradizione “colta” occidentale e quella popolare di derivazione balcanica e orientale.
Il concerto si conclude con il Trio op. 50 per pianoforte, violino e violoncello di Piotr Čajkovskij, scritto a Roma tra 1881 e 1882. È sottotitolato “In memoria di un grande artista”, in riferimento a Nikolai Rubinstein, suo vicino amico e mentore, morto il 23 marzo 1881. Nonostante l’antipatia che il compositore nutriva verso questa formazione da camera, scrisse quella che è considerata una tra le partiture più belle per questo organico. —
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