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«Bisogna far presto e i responsabili del guaio devono pagare caro»
CAPOLIVERI. «Fate presto, questa bomba ecologica deve essere disinnescata al più presto. E, soprattutto, chi ha combinato questo guaio deve pagare per il danno arrecato al nostro ecosistema marino». È l’appello di Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente per le isole minori alla luce di quanto accaduto nelle ore scorse al largo di Capo Calvo, a mezzo miglio dalla costa tra Capoliveri e Porto Azzurro. Una delle ecoballe perduta nel 2015 dalla motonave IVY è stata recuperata dalla Capitaneria di porto e dagli addetti della società Permare. Per fortuna prima che la tonnellata di materiale plastico pressato si disperdesse nel mare. «Il fatto che l’ecoballa sia stata recuperata a Capo Calvo è preoccupante, perché rende l’idea di quanto questa minaccia sia in grado di viaggiare nel nostro mare – commenta Mazzantini – Individuare e rimuovere dal fondale il carico perduto dalla IVY non sarà affatto semplice. E bisogna fare presto, se non si vuole vedere tutta la plastica finire nel mare tra Piombino e l’Elba».
In realtà, secondo Mazzantini, i danni prodotti dall’incidente della IVY e dai gravi ritardi nella rimozione delle ecoballe si iniziano già a vedere. «Il ritrovamento di un’ecoballa persa in mare dalla Ivy, che batteva la bandiera fantasma delle Isole Cook, in un’area così delicata dal punto di vista ambientale è un fatto molto preoccupante – dice Umberto Mazzantini – Potrebbe spiegare l’incremento dei rifiuti trovati e censiti, constatato quest’anno, in quella costa da Vele Spiegate, l’iniziativa di volontariato velico di Legambiente e Diversamente Marinai. Spiega sicuramente l’enorme spiaggiamento di rifiuti che Vele Spiegate ha osservato, all’Elba in questi ultimi due anni sia a mare che a terra, nelle spiagge che vanno da Bagnaia al Cavo, di fronte al Canale di Piombino dove è avvenuto l’incidente. In una di queste spiagge, il “Pisciatoio”, i volontari hanno trovato per due anni di fila un vero e proprio negozio di scarpe, mentre in altre spiagge selvagge e raggiungibili solo dal mare la quantità di rifiuti era la stessa – o aumentava – a poche settimane dalla pulizia». —
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