Il Tirreno

Da Orazio Borbone all’Imperatore, la storia dei Vigilanti

Nacque come cappella, poi divenne chiesa Solo con Bonaparte è sorto il teatro 

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la storia

L’’immobile che ospita il Teatro dei Vigilanti - Renato Cioni risale alla prima metà del XVII secolo. Infatti, la costruzione di cui trattasi è stata realizzata nel 1626. Il governatore di Portoferraio, Orazio Borbone marchese di Sorbello, fece erigere a sue spese una cappella a forma ottagonale, per accogliere la sua sepoltura avvenuta il 13 marzo 1620. Nel 1714 il nuovo governatore di Portoferraio Girolamo Piccolini demolì la cappella assegnando la progettazione all'architetto Batini di Firenze. Iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova chiesa a pianta croce greca, che fu terminata nel 1718. La costruzione prese il nome di chiesa del Carmine; era ricca di marmi e decori, ma dopo la soppressione delle confraternite religiose, con il Granduca di Toscana Leopoldo I, la chiesa fu spogliata dei pregevoli arredi e adibita a magazzino militare. Quando Napoleone Bonaparte giunse all'Elba nel maggio 1814, la chiesa era da tempo sconsacrata. L'Imperatore decise di realizzare all'interno dell'edificio un piccolo teatro. Il progetto del teatro fu affidato all'architetto Bargigli che progettò una platea a ferro di cavallo con 65 palchetti in quattro ordini e un loggione con 16 palchi di prim’ordine. I lavori vennero eseguiti da Luca Lombardi di Orbetello. Nell'agosto 1814 Vincenzo Antonio Revelli, piemontese, chiamato da Napoleone a decorare le proprie dimore di San Martino e Villa de' Mulini, fu incaricato di eseguire le decorazioni del teatro e del pregevole sipario, mentre per gli ornati e gli stucchi fu incaricato l'artista livornese Compormi. Considerate le ristrette risorse economiche, Napoleone decise di vendere i palchi del teatro in costruzione alle più autorevoli famiglie della città, tra cui i Foresi, Senno, Bigeschi, Lapi e Balbiani. Non solo. Ma anche crearono ben presto addirittura un'accademia detta “dei Fortunati”.

L'inaugurazione avvenne il 24 gennaio 1815 alla quale parteciparono la madre di Napoleone, Lucrezia Ramolino e la sorella Paolina. Il teatro, diretto dall'accademia dei Fortunati che prese il nome dei “Vigilanti”, continuò le rappresentazioni anche dopo la partenza dell'Imperatore. Dopo il primo conflitto bellico il monumento versava in precarie condizioni fino ai lavori di ristrutturazione e ammodernamento iniziati nel 1922 e terminati il 4 aprile 1923. Con la 2ª Guerra mondiale il teatro cade nuovamente in abbandono fino al 20 febbraio 1937, quando l'accademia cedette la gestione dei Vigilanti al signor Baldasserini per trasformarlo in cinema-teatro, inaugurandolo il 9 ottobre 1937 fino al 6 gennaio 1952, quando ci fu la definitiva chiusura, a seguito dell'inaugurazione del moderno cinema “Astra”. Nel 1979 viene iniziata una nuova ristrutturazione/restauro dell'immobile. —

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