Il presidio
Il Pd si è riunito per riorganizzarsi dopo la batosta e le dimissioni
L’obiettivo è ridare al più presto alla Federazione un segretario e una classe dirigente
PIOMBINO. Si è riunita nel pomeriggio di venerdì l'assemblea di federazione del Pd, di fatto autoconvocata, su richiesta di una parte dei membri e in accordo con la presidente dell'assemblea Michela Cecchi.. Consapevoli delle responsabilità che hanno portato alla grave sconfitta alle amministrative di Piombino, con le conseguenti dimissioni di tutta la classe dirigente e con alle spalle mesi di silenzio e paralisi, gli interventi si sono contraddistinti per una forte volontà di ripartire.
«Abbiamo capito – spiegano dal partito – e vogliamo essere quella forza di centrosinistra autorevole e determinata che meritate, unica alternativa da contrapporre a una destra fallimentare, come dimostrato anche a livello nazionale in questi 14 mesi di governo e nell'epilogo di queste ore».
Gli stessi sottoscrittori della richiesta di convocazione hanno avanzato una proposta di riorganizzazione del partito locale, punto di partenza per una discussione riconosciuta da tutti come non più rimandabile, con l’obiettivo di convocare un congresso straordinario e fondativo da tenersi nel più breve tempo possibile. L’idea è dare vita a un coordinamento composto dai sindaci iscritti al Pd e dai capigruppo laddove Pd e centrosinistra sono all’opposizione, che faccia leva su persone riconosciute da iscritti e elettori.
La proposta è stata avanzata dall’ex sindaco Soffritti all’inizio della riunione ed è considerata «aperta e integrabile» e «un punto di partenza per la ricostruzione e la pacificazione del partito dalla federazione ai circoli passando per le unioni comunali», spiegfano dal partito.
Tutti concordi, dopo il ko elettorale a Piombino, sul fatto che il Pd «torni presto a darsi un nuovo gruppo dirigente e luoghi e organismi di discussione collegiale con particolare riferimento alle questioni sovracomunali».
«La Festa dell'Unità di Piombino di quest’anno – sostengono la Pd locale – deve tornare la festa di tutti e non solo di una parte, luogo di inclusione, apertura e confronto utile per la ripartenza. Molti sono e saranno i problemi da affrontare ma altrettante sono le energie da utilizzare e solidi i riferimenti che possono ispirare una ripartenza: da quanto accaduto a Campiglia fino a quello che è successo all’Elba, dove complessivamente il Pd ha saputo andare oltre le proprie divisioni e anche oltre il proprio perimetro, senza dimenticare che, anche laddove abbiamo perso, ci sono però risorse nuove che hanno portato passione e entusiasmo». L’impegno dell’assemblea, convocata in modo permanente, è «segnare un percorso che giunga alla costituzione di un nuovo segretario e nuova classe dirigente in tempi brevi e congrui, indispensabile per il partito di tutto il territorio». —
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