Il Tirreno

san vincenzo 

Eduard che sorride alla vita e merita una speranza in più

Manolo Morandini
Eduard che sorride alla vita e merita una speranza in più

San Vincenzo, l’appello dei genitori, una raccolta fondi per contribuire alle cure del figlio. «Sentiamo il dovere di provare il possibile per migliorare la sua esistenza»

3 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. «Mamma». È la voce fragile di suo figlio. Basta la parola e tutto s’illumina di una luce potentissima intorno a Simina Braun Chelaru. «Non la dice spesso, ma ogni volta è una gioia», racconta. Eduard ha 5 anni. È affetto da paralisi cerebrale infantile bilaterale. Non cammina e non parla. Ma ha un sorriso irresistibile. Simina e suo marito Costantin sono determinati a garantirgli il migliore dei futuri possibili. Anni di visite, consulti e terapie in Italia. Dopo lunghi ripensamenti hanno deciso di aprire le porte della loro casa a San Vincenzo. Quel tanto che basta per rendere partecipe chi vorrà interessarsi alla loro storia. E se vorrà aiutarli a scrivere una pagina nuova, dedicata alla speranza. Quella che non vogliono negare al proprio figlio. «Ci sentiamo in debito con Eduard e in dovere di provare tutto il possibile per migliorare la sua vita».

Sulla piattaforma online di raccolta fondi Gofoundme da alcuni giorni è stata lanciata la sottoscrizione “Un aiuto per Eduard”. «La nostra unica speranza per migliorare la qualità della sua vita sarebbe provare una cura con le cellule staminali – afferma Simina, che per molti è il volto sorridente dell’ufficio Ambiente del Comune di San Vincenzo –. In Italia non è possibile e dobbiamo provare altrove. Le cure mediche sono costose e abbiamo bisogno di un aiuto».

Nessuna illusione. Simina e Costantin non si aspettano un miracolo. «Eduard ha quasi cinque anni e non possiamo più aspettare. In tutto questo periodo ha sostenuto un duro impegno tra la scuola e le terapie a cui è stato sottoposto, ma non ci sono miglioramenti».

Fino ad oggi i genitori di Eduard se ne sono presi cura senza chiedere aiuti. Dei due stipendi che entrano in casa uno e qualcosa in più è sempre stato speso in terapie. Per capire, una seduta di CroSystem che dura mezz’ora e serve a potenziare le reti nervose costa 600 euro. «Ma i benefici dopo tre o quattro giorni svanivano», dice Simina. «Eduard è un bimbo fantastico e con l’aiuto delle cellule staminali potrebbe avere la possibilità di migliorare, magari iniziare a parlare o avere meno crisi epilettiche».

Ogni passo in avanti sarebbe una conquista. In Italia queste terapie sono vietate dalla legge 40/2004. «Ma altrove non è così». Tanto che con caparbietà di mamma si è affacciata fuori dai nostri confini. «Ho parlato con famiglie americane, spagnole, portoghesi che sono andate in Cina. Là c’è quella che viene considerata la migliore clinica al mondo e a cui abbiamo inviato tutta la documentazione. Siamo in attesa di una risposta. Ci sono bambini che dopo tre o quattro sedute sono riusciti a camminare con l’ausilio di un deambulatore e hanno avuto miglioramenti del loro sistema cognitivo. Sembra incredibile, ma abbiamo incrociato storie che danno speranza». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera