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dal wwf nuovo sollecito al comune 

Perelli Bassi, il futuro dell’area è nella riserva Orti Bottagone

Cecilia Cecchi
Perelli Bassi, il futuro dell’area è nella riserva Orti Bottagone

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PIOMBINO. Annettere l’area di Perelli Bassi alla riserva naturale regionale “Palude Orti – Bottagone”. Per Silvia Ghignoli responsabile oasi Wwf come per gli ornitologi o i tanti innamorati di questo spicchio di Val di Cornia ogni occasione è valida per rilanciare la richiesta. Soprattutto se legata a motivazioni non casuali: stavolta i falchi che ci sono nati, come nel 2017 la presenza del piro piro fulvo, naturalmente residente in America scaraventato qui da un uragano. Poi aironi, tanti. Cavalieri d’Italia che “fanno casa”, ormai, proprio a Perelli Bassi. Insomma biodiversità da proteggere.

«La nascita di tre falchi pescatori ha dato prestigio alla riserva – ricorda Ghignoli –. Dopo l’inanellamento e l’applicazione del Gps, grazie al progetto falco pescatore, i tre si sono finalmente involati: il primo Bizet a cui il giorno hanno fatto seguito Blu e Billy. I loro spostamenti sono monitorati e questo permetterà di seguire la migrazione di questi magnifici rapaci. Nell’area del Bottagone, invece – aggiunge –, si è avuta la nidificazione di una coppia di falchi di palude da cui sono nati due piccoli. Il falco di palude è il simbolo della riserva e la sua nidificazione conferma l’importanza della conservazione di questo habitat: il Bottagone, zona di acqua dolce, è il canneto più grande della provincia di Livorno – spiega –, luogo ideale per la nidificazione di molte specie. Nella porzione di palude adiacente alla centrale Enel, invece, denominata Perelli Bassi, anche quest’anno è avvenuta la nidificazione del cavaliere d’Italia: molti giovani si sono involati e sono osservabili in tutte e quattro le aree di palude, cioè Orti, Bottagone, Pratoni e Perelli Bassi. Proprio quest’ultima zona risulta ancora area contigua di tipo A della riserva, soggetta a caccia, nonostante che il regolamento prevedesse l’ampliamento una volta che l’Oasi fosse stata riconosciuta Zona Ramsar, successo nell’ottobre 2013. Wwf Oasi e il Wwf Toscana – dice – attendono ancora la delibera del consiglio per l’attivazione della procedura. Confidiamo nella nuova amministrazione». Ad oggi solo il M5S a più riprese ha fatto muro puntando allo stesso obiettivo. Considerando che solo per il mini piro piro, per 15 giorni, un centinaio di birdwatcher e fotografie hanno stanziato qui con lui, da valutare anche questo nel pacchetto promozione territorio. —

Cecilia Cecchi

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