Il Tirreno

Mediterranean Hope 

Occorrono più corridoi umanitari

V.P.

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«Occorre la consapevolezza che i problemi glieli abbiamo creati noi, nel senso di economie occidentali. E che ai migranti economici o in fuga da guerre e repressioni si stanno già aggiungendo i migranti climatici, categoria in cui anche le popolazioni del sud Europa, quindi noi, sono destinate a finire». Il giudizio è del giovane operatore di Mediterranean Hope, a Piombino con la Rete solidale e antirazzista. Francesco Bouchard sottolinea la necessità di una riforma del diritto alla mobilità, dell’apertura di nuovi corridoi umanitari, di progetti di cooperazione internazionale non di stampo neocoloniale. E nel frattempo, di soccorrere chi è già in viaggio.

La speranza di un cambiamento positivo Francesco ce l’ha anche se prima di affermarlo, ci pensa un po’ su. «Non posso permettermi di non averla. Ci serve».V.P.

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