Meteo
Cavalcaferrovia Terre Rosse restano dei nodi da sciogliere
Arrivate in Comune le indicazioni tecniche per il via libera alla nuova infrastruttura Rfi chiede una distanza tra le pile del ponte da consentire il raddoppio dei binari
PIOMBINO. Il rischio di diminuire drasticamente l’approvvigionamento idrico della città. Alla distanza che dovranno avere le pile del ponte per consentire il raddoppio del binario ferroviario. Sono alcune delle indicazioni tecniche per il nuovo cavalcaferrovia Terre Rosse. A dettarle sono gli enti e le società chiamate a pronunciarsi sul progetto di demolizione e ricostruzione dell’attraversamento, chiuso dal 5 ottobre 2018 per motivi di sicurezza.
Si è conclusa positivamente la conferenza dei servizi preliminare. La procedura ha lo scopo di indicare al Comune di Piombino, prima della presentazione del progetto definitivo, le condizioni per ottenere i necessari pareri, intese, concerti, nulla osta, autorizzazioni, concessioni o altri atti di assenso per realizzare l’opera. È del 19 agosto la determina numero 910 in cui si dà conto dei contributi inviati dal gestore del servizio idrico Asa, Tim, Autorità di sistema portuale, Terna Rete Italia e Rete Ferroviaria Italiana.
Il completamento della progettazione è fissato per ottobre 2019 stando al cronoprogramma definito dalla giunta guidata da Massimo Giuliani. A questo seguirà la gara d’appalto, mentre l’inizio dei lavori veri e proprio è previsto a febbraio 2020 per concludersi entro settembre, prima del collaudo e della riapertura a metà novembre del nuovo cavalcaferrovia di Terre Rosse. «Il costo complessivo dell’opera, 850mila euro, sarà coperto interamente con risorse della Comunità europea», ricordano dalle stanze di via Ferruccio. Il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Gelichi contano di poter «accelerare il più possibile la ricostruzione di questa infrastruttura, considerata l’importanza che questa riveste per la viabilità di quell’area e per alleggerire la pressione veicolare sull’unica via di accesso alla città».
Sul ponte che dovrà essere demolito corre una tubazione che serve la città e che pertanto dovrà essere spostata. La soluzione è stata individuata in un sottopasso della ferrovia con la tecnica del microtunnelling. In pratica, con una speciale sonda viene scavato l’attraversamento sotterraneo in cui saranno fatte passare le tubazioni. Asa chiede al Comune di coordinare i lavori di sua competenza con quelli per il nuovo attraversamento. C’è l’impegno a farlo, ma si sottolinea che nella fase in cui il ponte sarà demolito “probabilmente, il collegamento idrico definitivo non sarà ancora pronto”, si legge nella determina. Dalla società Tim la raccomandazione di predisporre una conduttura vuota sul ponte per futuri potenziamenti della rete. Mentre Terna richiede di adottare accorgimenti di sicurezza perché in prossimità del nuovo ponte si trova la linea di alta tensione “Suvereto-Piombino Cotone”.
Prevedere una distanza tra le pile del ponte per consentire il raddoppio del binario sul lato nord è una delle richieste di Rfi. L’altra riguarda le barriere stradali a bordo del cavalcaferrovia. Mentre dall’Autorità di sistema portuale arriva la richiesta, già accolta, di ricalcolo dell’indennità prevista per l’esproprio della strada di servizio alla casa cantoniera Rfi, che si trova in prossimità della rampa sud. Ad oggi, infatti, è stato previsto un corrispettivo che è inferiore al prezzo di acquisto del terreno. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
