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Garden Resort cambia pelle La svolta è nel segno “green”

Manolo Morandini
Garden Resort cambia pelle La svolta è nel segno “green”

Il progetto “Principio naturale” ha mosso i primi passi in questa stagione A dare il segno la collaborazione con lo chef di alta cucina naturale Salvini

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. In prima linea c’è lo chef Simone Salvini. Uno dei pionieri dell’alta cucina naturale. Per dare un riferimento ai non addetti ai lavori è lo chef vegano di cui Maurizio Crozza ha fatto una sua personalissima parodia attraverso il personaggio Germidi Soia. Dal 25 agosto, per una settimana, sarà ai fornelli del Garden Resort Toscana a San Vincenzo.

Gli ospiti lo incontreranno nelle sale del ristorante Gardenia nel villaggio e potranno gustare la sua proposta alternativa di menù, compresa nel pacchetto di soggiorno. Ed è il segno dell’orizzonte su cui si sta affacciando il complesso turistico realizzato nei primi anni Novanta a sud dell’abitato di San Vincenzo. La sfida ha un nome e questa stagione ha mosso i primi passi: Principio naturale.

«Stare in un posto bello, rilassante e che ci fa bene». Così il general manager di Garden Toscana Resort Luca Tonelli prova a tracciare la rotta. Per esempio, questa stagione ha portato nelle cucine del villaggio i prodotti biologici Alce Nero. Per dare una dimensione del cambio di passo la media giornaliera è di 3.600 pasti.

Dopo la crisi in cui è precipitata Valtur che aveva in gestione il villaggio, la proprietà che fa capo alla famiglia Ravazzani dal 2018 ha voltato pagina. È stata creata una società ad hoc per la gestione del complesso turistico. E dopo una prima stagione affrontata di corsa, chiusa con circa 90.000 presenze, «si è cercato di ripartire dall’origine. Nel 1992 in 18 mesi ha preso forma il villaggio che all’epoca è stato percepito come una sorta di astronave atterrata sul territorio – dice Tonelli –. Eppure per l’epoca si costruì in modo visionario, lasciando ampio spazio al verde. Ed è da qui che siamo ripartiti». Un’offerta per famiglie che scelgono di stare insieme nella natura. «Abbiamo creato un gruppo di lavoro che ha iniziato a dare corpo al progetto, che è coordinato da Stefano Pratesi. «Il resort ha un patrimonio di 26.000 piante – dice Pratesi –. Un tassello alla volta costruiamo un modo nuovo di offrire un’esperienza di vacanza. Dal giardino ai percorsi e le attività nella lecceta e in pineta. I cibi biologici sono uno degli elementi che abbiamo introdotto».

La settimana con lo chef Salvini dà il segno del cambio di passo. Un processo graduale e tutt’altro che semplice per un’impresa turistica dai grandi numeri. Quest’anno si attesterà su 120.000 presenze, per una stagione iniziata ad aprile e che si chiuderà a ottobre. L’orizzonte è quello di un turismo che tiene conto di tutto. «Non sarà una cucina per marziani, ma piena di gusto, leggerezza e semplice – sostiene Salvini –. Porterò sulle tavole i cibi biologici trasformati, anche il meno possibile nel caso delle verdure. Menù legati alla terra in cui ci si trova ad operare. Sarà una proposta con cui gli ospiti potranno integrare i loro pasti. Insomma, una cucina che è capace di dialogare, senza creare steccati e confini tra vegani, crudisti e quant’altro». L’idea è di essere sempre più una struttura turistica aperta al territorio. «Lo scorso anno abbiamo fatto alcuni interventi di manutenzione – dice Tonelli –. Quest’anno al termine della stagione ristruttureremo il resort per renderlo più vicino al modello del Principio naturale. E in prospettiva integreremo in un’unica offerta anche i 100 appartamenti della Residenza dei Cavalleggeri». —



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