Il Tirreno

san vincenzo 

Fosso delle Prigioni Acque contaminate da scarichi abusivi

M.M.
Fosso delle Prigioni Acque contaminate da scarichi abusivi

Arpat: condizioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario I controlli a seguito delle segnalazioni di alcuni cittadini

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Fortemente inquinato da scarichi abusivi. A certificare lo stato di salute del fosso delle Prigioni a San Vincenzo è l’Arpat. Non lasciano spazio al dubbio i risultati delle analisi sui campioni di acqua. «Il fosso evidenzia condizioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario, la densità batterica testimonia la presenza di scarichi di reflui urbani o domestici a monte della zona di foce – affermano i tecnici dell’Agenzia regionale per l’ambiente –. Lo stesso fosso rappresenta un potenziale rischio di inquinamento delle acque di balneazione».

A lanciare il sasso sono alcuni cittadini che segnalano ad Arpat la colorazione anomala e maleodoranze nel tratto del fosso in prossimità della foce. È il 5 agosto. Lo stesso giorno viene effettuato il controllo delle acque nell’area di balneazione che porta lo stesso nome del fosso. Il punto di prelievo è di fronte alla foce. La misura la danno i risultati. Nell’acqua di mare risultano meno di 10 Mpn/100 ml di escherichia coli rispetto a un valore limite di 500 Mpn/100 ml e meno di 10 Mpn/100 ml di enterococchi intestinali a fronte di un limite di 200 Mpn/100 ml. Il quadro cambia con le analisi dell’acqua del fosso delle Prigioni: 2005 MPN/100 ml la concentrazione di escherichia coli e 111 MPN/100 ml di enterococchi intestinali.

Il 6 agosto i tecnici del dipartimento Arpat di Piombino Elba si sono recati di nuovo sul posto per un controllo. Al momento del sopralluogo l’acqua del fosso in prossimità della spiaggia «si presentava stagnante, limpida e inodore, non confluiva in mare, arrestandosi a circa 50 metri dalla battigia». Percorrendo il fosso in direzione monte, l’acqua appariva invece «torbida per presenza di alghe in alveo, in alcuni punti era visibile anche una patina bianca presso gli argini – affermano i tecnici Arpat –. Non è stata accertata la presenza di tubazioni o scarichi anomali lungo tutto il tratto ispezionato».

I risultati delle analisi certificano che le acque del fosso delle Prigioni presentano una contaminazione fecale rilevante, mentre le acque di mare fanno registrare valori di densità batterica fecale ampiamente inferiori ai limiti di legge. Tuttavia, il fosso evidenzia «condizioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario, la densità batterica testimonia la presenza di scarichi di reflui urbani o domestici a monte della zona di foce. Lo stesso fosso rappresenta un potenziale rischio di inquinamento delle acque di balneazione». Ed è sulla base di questi presupposti che Arpat ha trasmesso i risultati degli accertamenti al Comune di San Vincenzo e al gestore dei servizi idrici integrati Asa Spa, invitandoli, nell’ambito delle rispettive competenze, ad adoperarsi per individuare e rimuovere le immissioni anomale nel fosso. — M.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web