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dieci giorni per recuperarle 

Barche abbandonate a Mola Il Comune dà l’ultimatum

Barche abbandonate a Mola Il Comune dà l’ultimatum

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MOLA. Non accenna a diminuire il fenomeno delle barche inutilizzate e abbandonate dai loro proprietari nella zona umida di Mola.

Neppure il tempo di sanare e ripristinare l’area, dal punto di vista ambientale, che subito appresso si ripresenta il caso, con la stessa gravità (forse anche maggiore) del passato.

«Non si capisce il motivo – dicono all’Ufficio tecnico del Comune di Capoliveri – per cui si preferisce nascondere e lasciare incustodite le imbarcazioni e gli scafi di plastica fra il canneto e non si raggiunge il punto di raccolta e di smaltimento della Casaccia a Portoferraio. Forse perché bisogna ricoprire alcuni chilometri di strada e non si dispone di un mezzo idoneo al trasferimento? Forse non si sa che si può segnalare la cosa agli addetti dell’azienda elbana incaricata dello smaltimento dei rifiuti i quali possono recarsi nei luoghi in cui giacciono i relitti con i mezzi idonei e provvedere allo stoccaggio».

Ma intanto la giunta di Capoliveri ha emesso un’ordinanza, dando una decina di giorni di tempo ai proprietari delle imbarcazioni lasciate a terra a Mola per recuperare i loro natanti.

Qualora i proprietari non se ne dovessero prendere cura, passato il periodo di tempo concesso, sarà cura dell’amministrazione comunale provvedere alla rimozione e scaricare gli scafi nei punti di raccolta previsti.

«Naturalmente il costo dell’operazione – conclude l’ordinanza – sarà a carico dello stesso intestatario delle barche».

È fuori dubbio, a questo punto, una considerazione: la zona umida di Mola ha davvero bisogno di maggiori controlli, tesi a contrastare il degrado e l’incuria di questo bellissimo territorio al confine tra i comuni di Capoliveri e di Porto Azzurro. —

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