Il Tirreno

le indagini 

Meozzi accusa la sua complice «Ha sparato lei e ha ucciso»

F.G.

La donna in carcere si dichiara innocente: presto sarà interrogata dal giudice Il gip non crede alla versione del quarantacinquenne 

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gavorrano. Sono due le versioni a confronto nel giallo di Gavorrano, dove un ragazzo di 25 anni, Bouazza Jarmouni è rimasto ucciso e Rahhal Eljamouni è rimasto ferito gravemente. Quella del diciannovenne soccorso e portato all’ospedale dopo la sparatoria e quella di Mirko Meozzi, l’uomo di 45 anni ritenuto essere il killer del Filare. Il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci non ha però ritenuto credibile la versione dello scarlinese che era andato insieme a un’amica, Sonia Santi, 33 anni, anche lei arrestata con l’accusa di concorso anomalo in omicidio e tentato omicidio, a comprare droga nel boschetto. Eljamouni ha descritto la sequenza dell’omicidio, spiegando che a tenere la pistola in mano e a far fuoco sarebbe stato Meozzi. Il quarantacinquenne, difeso dagli avvocati Francesca Fusco e Roberto Cerboni, ha raccontato al magistrato di aver saputo della pistola solo quando la Santi, che era in auto con lui, l’ha tirata fuori.

«Ho detto alla ragazza di darmi i soldi per comprare la droga - racconta - ma lei mi ha detto di non averli e mi ha messo al pistola in mano dicendomi di far loro paura. Tenevo la pistola puntata contro queste persone ed è partito un colpo. Io non avevo mai tenuto in mano una pistola e non sapevo come usarla. Dopo che è partito il primo colpo, Sonia mi ha preso la pistola dalla mano e dalla sua posizione ha puntato la pistola verso i marocchini, oltrepassandomi, e ha sparato. ha sparato due o tre colpi». Sarebbe stato uno di questi a colpire a morte Bouazza Jarmouni: i due, dopo aver sparato per sono ripartiti subito. O almeno così dice Meozzi. Per Eljamouni invece, le cose sono andate diversamente: a sparare sarebbe stato l’uomo, una volta sceso dall’auto mentre la donna sarebbe sempre rimasta al volante. Dopo gli spari, i due avrebbero ripulito le tasche al venticinquenne rimasto a terra ucciso. Droga è stata trovata dai carabinieri a casa di Meozzi, durante la perquisizione.

Nel racconto di quello che sarebbe successo al Filare, manca un tassello: la versione di Sonia Santi che avrebbe dovuto parlare con il pm la mattina in cui è stata arrestata. Lo farà, nei prossimi giorni, con il giudice. —F.G.

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