Il Tirreno

«Capoliveri dice stop Il paese è sporco e non paghiamo Esa»

Su tutte le furie il sindaco Andrea Gelsi che accusa la società di gravi inadempienze 

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la protesta

«La raccolta differenziata in paese non funziona. Per cui è nostra intenzione sospendere i pagamenti con Esa, se non c’è un’inversione di rotta». Perentorio. Dritto al cuore del problema, così com’è suo costume. Il sindaco Andrea Gelsi non le manda a dire. E compie una mossa forte con il suo comunicato, attaccando Esa. Evidentemente sono state troppe le segnalazioni che gli sono pervenute nell’ufficio di viale Australia da parte di cittadini e imprenditori locali. E oggi dice basta.

«Sono gravi le inadempienze di Esa – scrive Gelsi – La raccolta differenziata così come viene praticata si pone ben al di sotto delle nostre aspettative. Per risolvere la situazione è necessario intervenire subito con ogni opportuno provvedimento».

È lo stesso sindaco di Capoliveri ad ammettere che ci sono state continue lamentele pervenute all’amministrazione per i disservizi ripetuti che si sono verificati e che purtroppo si stanno verificando su tutto il territorio comunale. A farlo uscire allo scoperto sono stati i reclami giunti in Comune nel corso di questa stagione. E in maniera più evidente, poi, durante le prime settimane del mese di agosto, cioè nel periodo di alta stagionalità per le strutture ricettive capoliveresi e di conseguenza anche elbane. «Il servizio di raccolta dei rifiuti, come ho già detto, non va – aggiunge sempre Andrea Gelsi – Non possiamo permetterci di lasciare a cittadini e ospiti un paese e un territorio nella totale sporcizia e disorganizzazione. È nostro dovere intervenire subito perché questa situazione rappresenta un grave inadempimento contrattuale. Intimiamo a Esa di provvedere immediatamente a risolvere questo disagio. Altrimenti saremo costretti a sospendere i pagamenti, non essendo stati rispettati gli accordi contrattuali relativi alla raccolta e allo spazzamento dei rifiuti nel territorio comunale di Capoliveri».

«C’è un turnover eccessivo tra i dipendenti di Esa – dice ancora il sindaco – e di contro non c’è una rigida filiera di controllo sull’operato degli stessi addetti alla raccolta che in pratica fanno quello che gli pare e piace o quello che possono fare. Comunque sia, così non funziona. I costi del servizio sono altissimi per tutti i cittadini, pretendiamo che il lavoro di raccolta dei rifiuti sia eseguito a regola d’arte, altrimenti si cambia sistema. Cosi è nel privato e così – conclude Gelsi – deve essere a maggior ragione quando il servizio e i soldi sono pubblici». —

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