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Fratini: «Tanto rumore per nulla sull’Alto fondale»
L’ex sindaco difende il progetto per il prolungamento della banchina
le grandi navi
«Credo che sul pericolo delle grandi navi ormeggiate in porto si stia facendo molto rumore per nulla. La proposta di prolungare l’Alto fondale fu fatta nel 2005. Ma da allora sono passati 14 anni. Oggi quasi tutti i grattacieli del mare o hanno una lunghezza di poco inferiore ai 300 metri o raggiungono addirittura i 320/ 360. Per garantire loro l’attracco non è determinante la profondità dei fondali. Lo è invece la lunghezza del molo». Chi si esprime in questi termini è Giovanni Fratini, ex sindaco di Portoferraio che torna a parlare del progetto della nuova profilatura del porto e del prolungamento della banchina dell’Alto fondale dagli attuali 116 a 180 metri. E si domanda: «Ma come potrebbero attraccare a un molo di 180 metri? Assolutamente impossibile. Pericolo scampato, dunque. Se qualche grande nave decide di farci visita, ma è sempre stato molto raro, dovrà sostare in rada».
Secondo Legambiente invece «permetterebbe l’ormeggio di navi di dimensioni evidentemente non compatibili per lunghezza, altezza, numero passeggeri e inquinamento da emissioni, con la Darsena medicea, i bastioni delle Fortezze e l’intero centro storico di Cosmopoli». Particolarmente dura l’opposizione di Italia nostra: sarebbe «l’intervento di maggiore impatto ambientale e culturale dai tempi della costruzione degli altiforni nel 1900. Devastante, irreversibile» e dunque offenderebbe la «nostra identità storica di città sul mare, per il mare».
«Mi è difficile – continua Fratini - condividere tutte queste severe critiche. Non riesco a vedere il devastante impatto ambientale, l’offesa alla nostra identità storica. Condivido invece la scelta fatta dalla attuale amministrazione, peraltro coerente con quanto scritto nel programma elettorale e quella che fu espressa, con voto unanime, dal consiglio comunale nel luglio 2005 (amministrazione Peria) che approvò il progetto».
Secondo l’ex sindaco il prolungamento servirà ad assicurare proprio alle navi di medie dimensioni di ormeggiare in sicurezza: «Diversamente rischiamo prima o poi di perderle, così mettendo in crisi un tipo di turismo che ha effetti benefici sulla economia e che rappresenta anche un veicolo importante di promozione della nostra isola in tutto il mondo».
Poi allargando il discorso e investendo l’intera area portuale, Fratini si auspica che sia elaborato un piano urbanistico di riqualificazione e rigenerazione urbana, concordato tra l’Autorità portuale e il Comune e sottoposto a un’ampia consultazione popolare. —
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