Il Tirreno

Turismo, nuovi servizi e più cura dell'ambiente

Cristiano Lozito
Turismo, nuovi servizi e più cura dell'ambiente

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Ci si interroga in questi giorni sul calo di presenze (peraltro non uniforme), che molti operatori turistici, specie i balneari, segnalano almeno nella prima parte della stagione. Ci sono meno stranieri, forse anche perché mete a buon mercato come Tunisia, Turchia, Egitto dopo qualche anno in cui la minaccia terrorista le aveva fatte uscire dal range, con l’affievolirsi della paura sono tornate a fare concorrenza. E intanto Grecia e Croazia, solo per fare un paio di esempi, sono cresciute enormemente nei servizi mantenendo prezzi abbordabili. In attesa di dati certi, questa pare comunque la prima stagione dopo un decennio in cui si registra una frenata nella crescita turistica. Ma, come ha segnalato sul Tirreno Fabrizio Lotti, presidente regionale di Assoturismo, ci sono altri dati incoraggianti che forse indicano la strada, come ad esempio quelli molto positivi degli accessi a parchi e musei.

Insomma, il turismo ha bisogno di investimenti dei privati nelle strutture, alberghiere e balneari, ma pure di sfruttare meglio la potenzialità di spazi dall’enorme appeal, ad esempio il parco della Sterpaia che non può essere solo una cornice marina. Ma occorre anche scegliere un punto di riferimento nella gestione delle iniziative e della promozione di un territorio che può puntare con le sue caratteristiche (cultura, appunto, enogastronomia, turismo sportivo) ad avere una stagione sempre più lunga: può farlo la Parchi Val di Cornia, come aveva sostenuto il sindaco Ferrari in campagna elettorale? Vedremo.

La politica deve però porsi un altro grande obiettivo: questo territorio è fragile, ha bisogno di grande cura. Serve un piano, in cui mettere risorse, per proteggere la costa urbana. Serve un progetto vero per difendere le nostre spiagge, non solo con i ripascimenti, che rischiano di essere vanificati da una mareggiata, ma con interventi in mare. Il Genio civile ci sta lavorando, ma dopo tanti studi (e stanziamenti) della Regione poi finiti nel nulla, è arrivato il tempo di passare ai fatti, prima che sia troppo tardi. —

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