Il presidio
Si perde tra i massi del monte Capanne e viene salvato da un... bagnino
L’sos radio del turista carpito per caso su una spiaggia di Piombino. I baywatch lanciano l’allarme e i pompieri procedono al recupero
I bagnini di Perelli, spiaggia della Costa Est di Piombino, passeranno alla storia. Il motivo? Non contenti di soccorrere i bagnanti in difficoltà in mezzo al mare, hanno salvato anche un escursionista disperso tra i sentieri granitici del Monte Capanne, all’isola d’Elba. Ad oltre venti chilometri di distanza dalle loro torrette di avvistamento e mille metri sopra il livello del mare. Insomma, è come se i famosi baywatch della Versilia si adoperassero per soccorrere qualche turista in difficoltà sulle Apuane. Pare incredibile, e invece è proprio quello che è accaduto nel primo pomeriggio di ieri, tra l’Elba e Piombino.
«Aiuto, mi sono perso»
Sono da poco passate le 13. Umberto Barlettani, bagnino in servizio sulla torretta numero 6 della spiaggia di Perelli, si prepara a smontare ma sente una voce su una delle frequenze carpite dalla radio in sua dotazione. A chieder aiuto è Fabio Poli, turista di Firenze di 43 anni. Si trova in un punto non precisato, a poca distanza dalla vetta del Monte Capanne. Dice di essersi perso, dopo che il navigatore satellitare gli ha indicato un percorso sbagliato. Da circa un’ora ha il cellulare scarico e inutilizzabile, per questo lancia l’allarme con un walkie talkie, su una frequenza scelta a caso. Quella voce percorre il braccio di mare tra l’Elba e Piombino, arrivando fino alla torretta di avvistamento di Perelli. «Ci pensiamo noi, te non ti muovere da lì», dice Barlettani all’escursionista che, di fatto, non sa più dove andare.
La catena dei soccorsi
A quel punto Barlettani contatta immediatamente i responsabili del Consorzio balneari della Costa Est,responsabili del servizio di sicurezza sulle spiagge piombinesi. Poi è lui stesso a rivolgersi ai carabinieri di Piombino. I militari coinvolgono i colleghi di Portoferraio, i carabinieri forestali e i vigili del fuoco del distaccamento di Portoferraio. Barlettani e il collega della torretta numero 3, Matteo Venuti, mantengono costantemente i contatti con il turista e con i soccorritori. C’è da capire il punto preciso in cui si è perso. «Non muoverti da quella posizione, l’importante è che tu continui a vedere il mare», dicono i bagnini al 43enne perso in cima alla montagna. I vigili del fuoco chiedono quando ha usato il cellulare per l’ultima volta, può essere un elemento chiave, anche perché l’escursionista, disorientato, fornisce indicazioni non precise. Ma, per fortuna, il lieto fine è vicino.
«Ci pagherai un caffè»
I vigili del fuoco chiedono aiuto al reparto volo di Arezzo: sull’isola arriva un elicottero che inizia a perlustrare il versante del Capanne (lato Chiessi). Poco dopo le 15 ecco la svolta: l’escursionista viene individuato, un vigile del fuoco si cala con il verricello, lo assicura con dei cavi, lo stringe in un abbraccio forte come una serratura e lo porta pian piano a bordo dell’elicottero.
Poli è in buone condizioni, è solo un po’ provato dall’esperienza. Poco prima i bagnini Umberto e Matteo avevano provato a tirargli su il morale. «Oh, almeno alla fine di tutto questo ci pagherai un caffè!», dice Barlettani. «Un caffé? Ci paghi ma una bella cena!», rincara la dose Venuti.
«Mando ai bagnini un grazie clamoroso – racconta al Tirreno l’escursionista, dopo il salvataggio – mi hanno dato una grande mano in un momento di difficoltà. Ero disorientato e stanco, mi sono seduto su un pietrone, senza più il cellulare acceso. Ho acceso il walkie talkie, finora non lo avevo mai usato: per fortuna mi hanno sentito. Grazie, ovviamente, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine e alla Croce Rossa che mi hanno aiutato». —
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