Il presidio
La grande ascesa di Marco Manca, l’elbano che dà voce al genio di Aladdin
L’artista di Portoferraio dopo anni lascia Notre Dame per dedicarsi alle attività di doppiaggio per la Disney
Si sta godendo le vacanze estive con la sua famiglia, all’Elba. L’artista elbano doc Marco Manca, conosciuto al grande pubblico per il ruolo di Frollo in Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante è tornato nella sua isola in cui si ricarica in vista del suo ritorno a Roma e dei prossimi impegni che lo attendono.
Marco è un attore, cantante, doppiatore, un “cantattore” come gli pace definirsi che ama il suo lavoro che fa con versatilità e con grande impegno, mettendosi alla prova nelle sfide ed occasioni che gli si presentano.
Ha lavorato con i più importanti registi e musicisti ed ora è approdato con successo al doppiaggio. L’ultima sua fatica, è stato in Aladdin il musical della Disney campione di incassi, in cui ha doppiato le canzoni del genio.
«Non me lo aspettavo – ci spiega Marco – perché due anni fa avevo doppiato Gaston ne “La bella e la bestia” e rarissimamente la Disney utilizza gli stessi doppiatori per più film. È stata una bella soddisfazione avere la possibilità di farne un altro, totalmente diverso dall’altro, ma anche un lavoro certosino. Ho avuto la possibilità di essere diretto da chi aveva diretto il cartone della Disney».
Nel cartone il genio era doppiato da Gigi Proietti che nel film doppia il sultano. «È stato molto bello incontrare Proietti – considera – mi sono molto emozionato».
Fin da giovanissimo aveva chiaro che cosa voleva fare e nel tempo ha lavorato in diversi generi, dal musical alla prosa all’operetta fino al doppiaggio che sembra essere la sua nuova strada. «Sono molto sereno per questa collaborazione con la Disney che sta diventando intensa – spiega – è un momento particolare per la mia carriera. Fino a due anni fa ero un attore di teatro ma da quando ho avuto questi nuovi incarichi nel doppiaggio le cose si sono un po’ rivoluzionate. Questo è un settore in crescita a differenza del teatro che fatica di più».
Il doppiaggio offre maggiori prospettive e Marco è deciso a non lasciarsele scappare. «Sono un attore e il palcoscenico mi mancherà sempre – ammette – ma grazie al doppiaggio, che faccio non solo con la Disney, ho la possibilità di scegliere il teatro che voglio fare e questa non è una cosa da poco».
È sempre stato molto selettivo ma ha anche avuto la fortuna, in diciassette anni di carriera, di non fermarsi mai.
«Porte chiuse e momenti difficili ce ne sono stati – racconta – e ce ne saranno ancora, ma il doppiaggio mi ha fatto riflettere sulla possibilità di avere il privilegio di fare le cose che mi piacciono».
Marco è anche un insegnante in una scuola di canto e doppiaggio cantato ed anche questo gli permette di essere sereno, tanto che ha deciso di lasciare Notre Dame de Paris.
«A settembre riparte il musical – ci dice – ma per la prima volta ho detto no perché dopo 300 repliche non è più stimolante per me, almeno per ora. Ho finito un anno e mezzo fa e mi manca la ricerca di una cosa nuova». Ora ha più tempo di dedicarsi alle cose che lo appassionano: la scrittura, la regia, nuove sceneggiature e adattamenti per nuovi spettacoli. «Il mio mestiere è la mia passione – ribadisce l’artista di Portoferraio – e per me lo studio è approfondire e fare più di quello che so fare, cercare qualcosa di nuovo».
Intanto si gode l’Elba in totale relax. «L’estate ho l’occasione di godermi la mia terra e la mia famiglia a cui devo tutto – termina – perché questo mestiere senza il supporto della famiglia non si può fare». —
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