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Vasca per il bagno freddo alle terme sopra Le Logge
Lo scavo della Soprintendenza con le Università di Siena, Toronto e Parchi riprenderà a settembre. I visitatori potranno sempre seguire in diretta le ricerche
L’area stile sauna già ben chiara. Ma ora c’è anche la vasca per il bagno freddo. Del secondo secolo avanti Cristo, tra i più antichi siti mai ritrovati in Italia.
Diventa sempre più chiara la mappa delle terme pubbliche del santuario di Venere – sopra Le Logge –, tanto che è già in studio l’accuratissima ricostruzione 3D.
Sempre nuovi tasselli si guadagnano il posto che meritano nella ricerca portata avanti, grazie al lavoro sinergico, dalla Soprintendenza con le Università di Siena, di Toronto e Parchi Val di Cornia. Prima fase 2019 chiusa a fine luglio.
A seguire passo passo il lavoro degli archeologi ci sono sempre anche i visitatori dell’Acropoli di Populonia durante i tour con le guide e grazie agli appuntamenti organizzati da Parchi Val di Cornia.
«Ormai evidenti – conferma Stefano Camporeale impegnato nella campagna di ricerca a Populonia insieme a Cynthia Mascione (UniSiena) e Seth Bernard (Toronto) – tutte le fasi medievali durante le quali sono stati recuperati metalli poi fusi e riutilizzati. A seguire – aggiunge Caporeale – siamo arrivati al livello dei crolli dunque alle murature dell’edificio antico. Ecco che emergono strutture come il balneum: una vasca di terracotta ellittica per il bagno freddo, cosa eccezionale e ben conservata».
Perché la zona calda, “sauna” compresa già si conosceva...
«Ma un balneum senza vasche? Impossibile! – interviene Cynthia Mascione – Rimosso il primo crollo, è comparsa la vasca per il bagno freddo. Pochi fortunati sono riuscita a vederla nell’ultimo giorno di scavo, poiché è stata scoperta e ricoperta nel giro di poche ore – prosegue Mascione –, con la massima attenzione dell’intero team. In attesa di affrontare lo scavo del riempimento e della struttura in cui è inserita, con la ripresa dello scavo in settembre. Una conservazione incredibile dell’intero complesso, rivestito all’interno da uno splendido intonaco rosso – sottolinea Cynthia Mascione –, prontamente salvato dall’amica e abile restauratrice Fernanda Cavari, con la garzatura delle creste esposte. Intanto gli operatori di Parchi Val di Cornia hanno concluso il tamponamento delle piccole lesioni nella muratura della tholos, per garantire – spiega – la migliore conservazione possibile della struttura, in attesa del consolidamento definitivo e della copertura del complesso». Del progetto si sta già occupando un team di architetti «che – ricorda Mascione – con varie competenze sta elaborando in tempo reale il restauro e la copertura del balneum, compreso ovviamente il mosaico del caldarium (detto “mosaico dei Neri” perché vi sono raffigurati schiavi etiopi riccamente abbigliati ndr) che attende dal 2000 di essere ammirato dai visitatori del parco archeologico dell’Acropoli». Da metà settembre a metà ottobre oltre che alle terme del santuario di Venere riprenderà anche la ricerca alla villa romana ai piedi delle Logge. Golfo di Baratti, Populonia, parco archeologico: territorio prezioso dove gli studi, come le scoperte - sempre da seguire in diretta - non finiscono, davvero, mai. –
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