Il Tirreno

Il Comitato ordina alla giunta Ferrari e polemizza con gli assessori

p.c.
Una veduta del cantiere Piombino Industrie Marittime
◗
Una veduta del cantiere Piombino Industrie Marittime

Piombino, dalla luna di miele allo scontro, ma il sindaco non reagisce: «Così diventiamo polo nazionale di rifiuti speciali e pericolosi»

3 MINUTI DI LETTURA





piombino. «Sia dato immediato seguito alle promesse elettorali!». È un passaggio della nota che il Comitato salute pubblica indirizza alle forze politiche di maggioranza, descrivendo Piombino come una nuova Chernobyl (al pari di personaggi che si spacciano per giornalisti e infangano continuamente la città su qualunque mezzo di comunicazione si presti a fare da cassa di risonanza), assediata dai rifiuti, da nuove aziende che stanno per nascere dannose per ambiente e salute. Fino a spaziare (anche loro...) sull’epidemia di tumori che - secondo il Comitato - è in atto a Piombino (anche se i dati scientifici dicono cose diverse), all’ospedale con accuse all’assessore alla Sanità Palombi, e perché no, anche al vicesindaco Parodi, che secondo il Comitato sarebbe contrario ai carotaggi in discarica.. Ma siamo qui a rimasticare le solite cose. Il dato politico sicuramente di un certo rilievo è il salto di “qualità” del Comitato che pretende di dettare l’agenda all’amministrazione comunale. E il secondo dato politico è la totale assenza di reazione del sindaco Ferrari, che eppure ieri ha riunito la giunta comunale. Quale occasione migliore per far capire che al governo della città non c’è un comitato autoreferenziale ma persone elette dai cittadini? Niente. Tutto tace, e qualcuno in giunta inizia a mugugnare. Dall’esaltazione di piazza siamo giunti addirittura agli attacchi personali agli assessori. Ce n’è anche per Veronica Piacentini all’Ambiente («incompatibile») e per altri elementi della maggioranza.

Le richieste più insistenti del Comitato è di fare i carotaggi. Che - sempre secondo lo stesso gruppo - non solo Parodi non vuole fare, ma anche altri esponenti del centrodestra. «Non vi sono ostacoli tecnici o giuridici, si tratta solo della volontà politica di tutelare la salute». E ribadiscono che nella discarica possono essere finiti «rifiuti pericolosi» dalle ditte sotto inchiesta a Livorno.

Però il filo conduttore della presa di posizione del Comitato è che questa giunta, dopo tante promesse, si muove al rallentatore. O addirittura compie atti contro la città (al pari insomma della giunta Giuliani). Come l’assessore alla Sanità Gianluigi Palombi che avrebbe permesso «di spostare l’isola neonatale a Pisa, in prestito. Perché Palombi non ha fatto niente e si è mosso solo per giustificarsi in modo maldestro a cose ormai fatte?». Insomma, si sfiora l’insulto. E poi Parodi, apriti cielo, che apprezza la Pim (Piombino industrie marittime), nuova azienda sul porto per la demolizione di navi. Anche quella - secondo gli “esperti” del Comitato - dannosa per la salute e perl’ambiente.

Non poteva certo mancare la discarica di Ischia di Crociano (oltre ai già citati carotaggi), per la quale il Comitato minaccia di nuovo ricorsi al Tar. «Il consiglio comunale voti al più presto la variante urbanistica per cambiare la destinazione d’uso della Ll53, da F6 (gestione rifiuti) ad area destinata alla cantieristica, per il potenziamento dell’ormeggio delle Terre Rosse e del cantiere nella Chiusa. Questa variante permetterebbe di fermare il progetto industriale di Rimateria relativo a un ampliamento che non ha nulla a che fare con le esigenze delle bonifiche, del rilancio della siderurgia. Altro che diversificazione, si sta continuando ad accompagnare Piombino verso una nuova monocultura: il trattamento di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Chiediamo quindi che il consiglio approvi la variante, comunichi tale atto alla Regione e dia mandato alla giunta di compiere tutti gli atti amministrativi conseguenti». E ora, eseguire...

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera