Il Tirreno

comitato agorà 

«Quella coop di migranti un risultato strepitoso»

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CAMPIGLIA. «Non esistono questioni di carattere nazionale e questioni di carattere locale, ma argomenti su cui discutere e confrontarsi». Anche il comitato di cittadini Agorà intende dire la sua in merito all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale sul salvataggio di vite umane in mare «liquidato dai consiglieri di minoranza come irrilevante e privo di interesse per la cittadinanza». E lo fa parlando di una visita fatta da una sua delegazione all’albergo ristorante I 5 Lecci, riaperto con la nuova gestione della cooperativa “Uno vale uno”, di cui fanno parte alcuni degli ex richiedenti asilo un tempo ospitati proprio ai 5 Lecci. «Ci sono Alì e Armel, di nazionalità ivoriana, che lavorano come aiuto cuoco – scrive in una nota Agorà - C’è Faraba, dal Gambia, che si occupa della gestione della sala del ristorante. C’è Sandya, di origini indiane, al bar. C’è Stefano, cuoco di origini dominicane. Tutti si sono autofinanziati con i proventi del precedente lavoro in un laboratorio di falegnameria, a Venturina. Grazie al contributo dell’associazione Homo Diogene e dell’amministrazione comunale sono finalmente riusciti a realizzare un sogno, fatto di integrazione e di voglia di fare».

Arredamento con materiali che loro stessi hanno riciclato, materie prime di qualità e camere curate, la riapertura della struttura «è un traguardo strepitoso» sottolinea il comitato. —



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