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Recuperata un’altra ecoballa da un peschereccio della zona

Recuperata un’altra ecoballa da un peschereccio della zona

È dello stesso tipo di quelle ripescate la scorsa estate a Torre Mozza e Baratti Era compatta ma presentava alcune rotture: Permare l’ha messa in sicurezza 

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PIOMBINO. Un’altra ecoballa, la terza nella nostra zona, è stata recuperata da un peschereccio nelle scorse settimane, in un tratto di mare della nostra costa non esattamente precisato. L’ecoballa è stata consegnata alla Permare, che aveva già ripescato le altre due.

Permare l’ha messa in sicurezza: aveva le reggette al loro posto ed era abbastanza compatta, ma la pur spessa copertura di cellophane presentava alcune rotture. L’ultima ecoballa contenente plastica è senz’altro dello stesso tipo delle due recuperate la scorsa estate, una a Torre Mozza e l’altra a Baratti: stesse dimensioni e peso superiore alla tonnellata, con una copertura di colore bianco.

Alberto Anselmi, direttore di Permare, si dice d’accordo con l’intenzione del Comune, espressa nei giorni scorsi al Tirreno dall’assessore all’ambiente Veronica Piacentini «di far parte del gruppo di lavoro che porterà avanti le operazioni di recupero».

Anselmi rileva come Permare si sia «attivata nei due interventi di emergenza della scorsa estate per il recupero delle prime ecoballe, avendo le dotazioni nautiche, autorizzazioni e professionalità necessarie per questo tipo di interventi ambientali. Ricordo in particolare l’operazione svolta in collaborazione con la motovedetta della Guardia costiera la sera dello scorso 14 agosto per evitare che l’ecoballa andasse a sbattere sulla costa».

Anselmi cita anche la partecipazione di Permare nell’associazione Ansep unitam, «che raggruppa a livello nazionale le aziende che operano nel settore dei servizi portuali e della tutela dell’ambiente marino ed è concessionaria per i servizi di disinquinamento e pulizia degli specchi acquei nei porti di Piombino e Portoferraio».

Il direttore di Permare sulla vicenda ecoballe spiega anche che la società piombinese «ha anticipato interamente sino a oggi le spese non solo relative all’intervento a mare per il recupero delle due ecoballe, ma per la custodia giudiziaria sino a che non è stato comunicato lo svincolo e l’avvio a smaltimento delle due ecoballe. E senza alcuna garanzia o copertura economica abbiamo messo in sicurezza una terza ecoballa trasportata in porto settimane fa da un peschereccio. Siamo assolutamente certi di rientrare delle spese sostenute a distanza di un anno – conclude – il Comune ha provveduto in parte a fare quanto necessario per questo».

Intanto in una storia con ancora molti punti oscuri, si attende di capire in questi giorni lo stato dell’inchiesta che aveva portato a inserire nel registro degli indagati il comandante della nave, di origini turche, che nel 2015 aveva perso le 56 ecoballe (circa 63 tonnellate di peso) poco dopo aver lasciato il porto di Piombino, nei dintorni di Cerboli. —

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