Il presidio
OCCHIO NON VEDE, CUORE NON DUOLE
Sessantatré tonnellate di plastica in fondo al mare. Da 4 anni. A un passo da piazza Bovio. Il Tirreno, che ha scoperto questa incredibile vicenda, faticosamente ha chiarito che l’incidente era noto fin da subito a forze dell’ordine e Procura. Ma nessuno lo ha rivelato, nessuno è intervenuto. La situazione era monitorata da Arpat, si dice. Cioè le ecoballe erano lì, a 50 metri di profondità, ma non si erano deteriorate e quindi non erano considerate un pericolo. Dunque, per decidersi a rimuoverle bisognava che cominciassero a disgregarsi, rilasciando il loro carico di veleni? Ecco, nemmeno un segnale, forte e chiaro, come le due ecoballe squarciate, recuperate a Perelli e Baratti nell’agosto 2018, è bastato: c’è voluto un anno ancora per decidere di intervenire, forse in autunno. Eppure in giro si sente meno indignazione di quanto ci si attenderebbe in un’epoca dove “plastic free” è un mantra e in cui ci si commuove per le pubblicità-progresso sulle tartarughe soffocate dai sacchetti. Ma forse è che in fondo siamo fatti così: occhio non vede, cuore non duole. —
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