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Solidarietà e cura dell’ambiente corrono coi social dei volontari
Piombino, #Stadioxtutti e #iostoconvalte insieme al Magona per aiutare la Provvidenza. 1.600 membri in soli 10 giorni con Vittorio Fabbri per ripulire città e territorio
PIOMBINO. «Facebook non ha sostituito le relazioni reali, ma ha aggiunto occasioni di rimanere in contatto che altrimenti non ci sarebbero». Parola di Mark Zuckerberg, creatore del famoso social network. Come ogni strumento, però, conta molto l’uso che se ne fa. E quello della rete è un universo tanto sconfinato, quanto rischioso. Essere su Facebook equivale a trovarsi in una piazza piena di gente, guardarsi intorno, farsi i fatti altrui e, di tanto in tanto, oppure spesso, dire la propria su qualsiasi argomento. Ed è facile, perché la realtà simulata rende le persone più aperte, loquaci, dirette, persino sfacciate. E pian piano si abbassano i margini del garbo. Anzi, di più, del rispetto. Si alzano i toni. Non si arriva alle mani perché la piazza è virtuale, ma l’odio diventa reale. Proprio nel lago variegato di Facebook possono, tuttavia, trovarsi modelli positivi di relazioni. Pagine e gruppi che riuniscono in una comune finalità.
#STADIOXTUTTI. È nato nel maggio del 2018, dalla volontà di un gruppo di genitori di ragazzi del settore giovanile dell’Atletico Piombino. Nello spazio “informazioni” della pagina Facebook del comitato #Stadioxtutti (quasi 1.600 iscritti) c’è un elenco lunghissimo di obiettivi: taglio siepi, riverniciatura pali, riparazione sottopassaggio, e via dicendo. «Il comitato nasce da un gruppo di genitori che, un giorno al Magona, mentre un pallone finisce nell’erba alta, inseguito da un ragazzino, vedono sparire sia il pallone che il ragazzino, dentro quella selva – afferma il presidente, Daniele Benassi – Da lì è partita la voglia di rifare lo stadio. Abbiamo iniziato in trenta, qualcuno si è perso per strada, ma molti degli impegni presi li abbiamo portato a termine. Adesso puntiamo ad aumentare la capienza del Magona con la quarta apertura. Vorremmo, inoltre, usare il terreno lato via Mina per fare 2-3 campetti per gli allenamenti, ma lì deve darci una mano il Comune, essendo ancora aperto un contenzioso. Lavoriamo tutti e ci dedichiamo allo stadio dopo il lavoro – continua Benassi – uniti dal primo e unico obiettivo: restituire il Magona a Piombino e ai piombinesi. Anche la festa è nata per comprare parte dell’attrezzatura per la fisioterapia utile al settore giovanile».
#IOSTOCONVALTE. La festa a cui si riferisce Benassi è quella che si è tenuta ieri sera proprio al Magona insieme a un altro comitato nato sul web lo scorso febbraio, #iostoconvalte, ad oggi 1.300 iscritti a fronte di un direttivo composto da 15 persone. «La scintilla l’abbiamo data io e Alessandro Lami – racconta Michele Collavitti – È partito tutto da uno scherzo. Un amico, Valte, appunto, ogni giorno discuteva su Facebook sulla campagna elettorale. Da lì l’idea di inventare una lista, con lui come candidato sindaco e una giunta tutta da ridere. Dopo una cena fra noi, e un’altra di beneficenza, abbiamo scoperto come tanta gente avesse iniziato a seguirci e, dopo essere diventati ufficialmente un comitato, grazie anche all’aiuto di Giuliano Lavagnini, abbiamo cominciato a creare veri e propri eventi per raccogliere fondi». A favore di chi? Finora per l’ospedale Meyer, per la San Vincenzo de Paoli e, con la festa insieme a #Stadioxtutti, per la Provvidenza.
«Siamo un comitato apartitico e apolitico, voglio sottolinearlo – dice Collavitti – Non prendiamo mezza lira da quel che facciamo, ma lo facciamo volentieri. Il nostro motto è: fare del bene divertendosi scalda il cuore».
AMICI DI VITTORIO. Nato dall’azione di una sola persona il gruppo Amici di Vittorio#missioneambiente (oltre 1.600 membri in soli 10 giorni). Vittorio Fabbri ha 20 anni e una passione per la tutela dell’ambiente. Fin da piccolino ha iniziato a pulire e raccogliere spontaneamente i rifiuti abbandonati. Premiato recentemente dalla nuova giunta per il suo impegno, il ragazzo ha creato, insieme al padre Roberto, un gruppo di sensibilizzazione sull’argomento. «Fra poco diventeremo un’associazione – spiega Roberto Fabbri – così da poter muoverci meglio e organizzare veri e propri eventi. Uno è già in fase di elaborazione con la Pro Loco. Poi speriamo di poter entrare nelle scuole, perché l’attenzione su questo tema deve partire sin dalla più giovane generazione. Purtroppo la mia non è stata in grado di insegnare il valore della tutela all’ambiente. Anche mio figlio è stato preso più volte in giro dai coetanei, ma adesso è felice di vedere un bel seguito. Qualcuno ha anche pensato di raccogliere offerte per aiutare Vittorio nella sua missione. Però il gruppo è nato soprattutto per sensibilizzare tutti. Perché l’ambiente è un bene comune, e tutti devono sentirsi responsabili». —
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