Meteo
Il Pd difende il piano del porto «Cemento? Si sta esagerando»
Il segretario del circolo locale Andreoli dice sì all’adeguamento funzionale «Il progetto risale al 2005, rappresenta un’occasione importante per la città»
PORTOFERRAIO. «Sul progetto di adeguamento funzionale del porto di Portoferraio l’allarmismo è ingiustificato». A sostenerlo è Paolo Andreoli, segretario del circolo Pd di Portoferraio che interviene sull’argomento del porto, con particolare riferimento all’ampliamento del molo dell’Alto Fondale che, in questo modo, sarà in grado di accogliere navi da crociera più grandi, fino a 170 metri di lunghezza. «Sosteniamo questo piano – sostiene Andreoli a nome del circolo Pd di Portoferraio – lo facciamo senza voler enfatizzare eccessivamente la nostra posizione, ma gli interventi di questi giorni mi sembrano obiettivamente esagerati».
Andreoli fa riferimento alle prese di posizione delle associazioni ambientaliste Legambiente, Italia Nostra e al gruppo dei Responsabili, preoccupati per l’impatto del progetto di ampliamento. Italia Nostra ha persino avviato una petizione online su Change.org per chiedere lo stop al piano dell’Autorità portuale di sistema. «Faccio notare – obietta Andreoli – che il piano è stato adottato addirittura nel 2005, quando alla guida della città c’erano, con Peria, anche Rifondazione e i Verdi. In questi anni, peraltro, i volumi sono diminuiti rispetto al piano originario. Il cemento? Forse non si conosce il progetto: si tratta solo di un triangolo dalla testata del molo dell’Alto Fondale fino al Bartolini, che servirà a “pareggiare” la banchina. Solo le navi entro i 170 metri di lunghezza potranno attraccare, le altre resteranno in rada».
Per il segretario del Pd di Portoferraio l’attracco di navi più grandi è un’occasione per la città. «In questo modo scenderanno più turisti e le attività di Portoferraio lavoreranno di più. Inoltre è probabile che queste grandi navi abbiano bisogno di fare dei rifornimenti. Insomma, ci sarà un ritorno da non trascurare – spiega – e comunque un impatto le navi lo hanno anche restando in rada, dal momento che getterebbero alla fonda 4-5 ancore. Non è uno scherzo per il fondale». Secondo Italia Nostra è a rischio l’identità della città concepita dai Medici. «Mi pare esagerato – conclude Andreoli – tuttavia credo sia fondamentale e doveroso avviare con l’Autorità portuale di sistema un dialogo chiedendo di mitigare l’intervento con misure che abbelliscano l’area del porto, a partire da arredi all’altezza e dal verde». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
