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Apritiborgo, 15ª edizione tra memoria e conoscenza

A.M.
Apritiborgo, 15ª edizione tra memoria e conoscenza

Si rinnova l’appuntamento con il festival, dall’11 al 15 agosto nel centro storico. In scena magia, comicità, musica, racconto, teatro, arti circensi e acrobazie 

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CAMPIGLIA. La memoria è conoscenza. Questo è il tema di Apritiborgo 2019, giunto alla 15ª edizione. «Un festival che rappresenta un tesoro da salvaguardare, che ci impegneremo a valorizzare e rinnovare affinché sia sempre più attrattivo. Non perché è qualcosa che abbiamo ereditato, ma perché ci crediamo fermamente». Così la sindaca Alberta Ticciati presenta la manifestazione clou dell’estate campigliese. Il centro storico si apre alla magia, alla comicità, alla musica, al racconto, alla poetica del teatro, al mondo circense e delle acrobazie. Oltre 40 le esibizioni ogni sera, da domenica 11 fino al 15 agosto. La memoria ci aiuta ad avere conoscenza e coscienza delle nostre radici – prosegue Ticciati – Apritiborgo è un evento dai tanti protagonisti che per un’amministrazione piccola come la nostra è ogni anno una sfida, non è scontato farlo, ma crediamo che la cultura, la conoscenza e l’arte siano elementi che permettono a una comunità di crescere e andare avanti e Apritiborgo, con la sua forte caratterizzazione di laboratorio culturale integrato nel borgo, è uno strumento eccellente che peraltro coniuga formazione, turismo, supporto all’economia».. Il direttore artistico Alberto Masoni di Terzostudio ricorda quanto il festival abbia aiutato a far crescere e sviluppare altre manifestazioni che usano la città come teatro. Da qui l’esigenza di diversificare Apritiborgo con un filo conduttore. L’idea del tema ha così preso corpo lo scorso anno, era dedicato alla donna. «Quest’anno il tema della memoria – dice Masoni – perché essa sembra sfuggirci non tanto nel ricordo di un fatto, ma in quanto contesto di cause ed effetti che incidono sulla nostra esistenza. Insomma, conoscere attraverso la memoria non dipende dal successo della ricerca sul nostro smartphone. Il tema sarà riconoscibile attraverso immagini giganti di Campiglia, ma comuni a tutte le storie, di momenti di vita della comunità: il comizio, il funerale, lo sciopero. Abbiamo poi voluto inserire altri segnali, il lavoro di Massimo Mattioli dell’Accademia di Belle Arti e della compagnia Vieniteloracconto di Paola Coppini è rivolto a questo. Infine, abbiamo prodotto uno spettacolo per Campiglia, tratto dal racconto Il guanto di velluto, vincitore del premio Raccontare Campiglia del 2017 di Emilio Guardavilla».

Tutto il miglior panorama artistico italiano e internazionale del genere è concentrato nel festival, con attenzione ad ogni tipo di pubblico con spettacoli per tutte le età e i gusti. Massimo Mattioli, professore di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, regista e autore, presenta il nuovo progetto che rinnova, da 13 anni, il sodalizio con l’associazione culturale Vieniteloracconto di Paola Coppini con la rappresentazione de “Il principe (e il) ranocchio” e “La memoria del territorio – storie a più voci! ” alla Terrazza Del Mancino, e “La memoria Cantata” spettacolo itinerante nella Via del Poggiame. «È questa una fucina ha detto – in cui si intrecciano formazione, passione, laboratori per attori, scenografi provenienti dal territorio e da altre aree per creare un terreno fertile di scambio e incontro di esperienze”. L’assessore alla Cultura Gianluca Camerini si dice molto curioso di vedere come il nobile pensiero espresso nel sottotitolo verrà declinato nel festival, nel quale dice di avere fiducia. Infine, il presidente dell’Ente valorizzazione Alberto Brogioni: «Non dobbiamo dimenticare le nostre radici se non vogliamo perdere la nostra stessa identità». 
 

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