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l’operazione 

Sequestro milionario a super evasore che operava anche da Porto Azzurro

Luigi Cignoni
Sequestro milionario a super evasore che operava anche da Porto Azzurro

L’uomo fino a 7 anni fa era residente nel paese elbano. Sequestrati beni e conti per 6,4 milioni

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PORTO AZZURRO. La Guardia di Finanza di Livorno ha sequestrato sei milioni e 400 euro a un evasore internazionale 65enne originario di Bolzano, che aveva occultato i propri capitali in Paesi a fiscalità privilegiata. Viveva tra Roma, Andorra, Svizzera e Porto Azzurro. In questo comune elbano aveva preso anche la residenza. Ma nessuno se lo ricorda anche se l’uomo ha trascorso del tempo sull’isola dove pare avesse fatto anche investimenti. Da sette anni non figura più all’anagrafe del municipio. E si presuppone che da quel periodo le Fiamme Gialle si erano messe sulle sue tracce. A tanto è l’ammontare al fisco da parte del 65enne ex bancario. L’ex funzionario che, per anni, ha fornito consulenze a cittadini e investitori non istituzionali a margine del suo lavoro presso la filiale romana di un istituto europeo di “private banking”, aveva accumulato capitali, prima collocati all’estero (dal Principato di Andorra alla Svizzera) poi occultati al Fisco. Sembra che dalle migliori dimore nazionali, tra Porto Azzurro e Roma, l’ex funzionario bancario abbia tentato di regolarizzare i suoi guadagni con i benefici e l’anonimato garantiti dallo “scudo fiscale”. Ma le fiamme gialle di Livorno hanno rilevato che l’entità delle somme nascoste oltre confine era ben più consistente. “Profit shifting” in Svizzera, poi il blitz della Finanza di Livorno e l’incriminazione della Procura di Roma. Al fine di evitare le conseguenze della grave evasione fiscale realizzata, nata da transazioni speculative tracciate dall’esponente dell’alta finanza internazionale, operando in vari mezza Europa, l’uomo ha provato a “spogliarsi” del patrimonio italiano a lui riconducibile, trasferendo risorse in Svizzera. Tutte circostanze ricostruite dalla Finanza di Livorno. L’Autorità giudiziaria di Roma ha formulato l’incriminazione per “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”, delitto tributario punito, considerando anche l’aggravante data dall’entità dell’importo dovuto all’erario, con il carcere fino a 6 anni. La Procura di Roma ha chiesto, condividendo le proposte della Finanza, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per l’equivalente dei 6,4 milioni di euro di imposte evase. Per cui il Gip capitolino ha emesso l’apposito decreto. La stessa autorità giudiziaria romana ha poi attivato le procedure rogatoriali per estendere l’esecuzione del sequestro in territorio elvetico. Pertanto nel Canton Ticino è avvenuto il sequestro dei beni, tra i quali almeno per ora non compaiono proprietà elbane. Inoltre i finanzieri hanno dato corso al sequestro di 3 unità immobiliari a Roma, del valore di 600mila euro e di disponibilità finanziarie per 200mila euro e hanno bloccato, in Svizzera, grazie all’assistenza dell’Autorità giudiziaria locale, i conti lì presenti, requisendo 6,4 milioni di euro. —

Luigi Cignoni

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