Il Tirreno

la donna trovata morta in un fosso 

Il figlio e la nuora indagati per occultamento di cadavere

Paolo Carletti
Il figlio e la nuora indagati per occultamento di cadavere

Il sostituto Mancusi ora aspetta gli esiti dell’autopsia per procedere con l’inchiesta Iniziate anche le operazioni dei carabinieri sull’auto sequestrata a Filippo Andreani

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RIOTORTO. Rannicchiati, spalle alla telecamera de La Vita in diretta, in quel pezzetto di terra lungo la Vecchia Aurelia, dove sabato è stato trovato, avvolto in una coperta, il corpo di Maria Simonetta Gaggioli, la donna di 76 anni di Follonica che da qualche mese si era trasferita a Riotorto. Filippo Andreani, 47 anni, il figlio della donna e la sua compagna, Adriana Pereira Gomes, da ieri mattina sono indagati. Per due giorni sono stati sentiti dai carabinieri di Livorno, che proprio ieri mattina hanno cominciato le operazioni peritali sull’auto dell’uomo, messa sotto sequestro il giorno stesso dai carabinieri che erano andati a prenderlo al Bar Sport di Riotorto, dopo aver avuto il sospetto che il cadavere semi decomposto trovato lungo la Vecchia Aurelia fosse quello della donna scomparsa una settimana prima. La denuncia però, il figlio, l’aveva presentata solo poco prima.

Occultamento di cadavere, il reato per ora ipotizzato dal sostituto procuratore Ezia Mancusi. Ma la posizione della coppia, nelle prossime ore, potrebbe anche aggravarsi.

Oggi, a Livorno, sarà conferito l’incarico al medico legale Luigi Papi: l’autopsia potrebbe svolgersi in giornata anche se la data non è ancora stata comunicata ai difensori della coppia. Ieri mattina, infatti, Andreani e la compagna, hanno conferito l’incarico agli avvocato Eleonora Goti e Francesco Nardini. E proprio a loro hanno chiesto di essere accompagnati a Riotorto. Quando la coppia è passata difronte al luogo in cui è stato ritrovato il cadavere della donna, hanno chiesto all’avvocato di potersi fermare. Si sono accovacciati, tra l’erba e il dolore di quel lembo di terra che ancora sapeva di morte. Che odorava della fine di una mamma e di una suocera che si era sempre presa cura di loro e dei loro tre bambini. È lì che sono stati intercettati dalle telecamere de “La vita in diretta”.

«Sono entrambi sconvolti - dice l’avvocato Goti - Nei prossimi giorni vorranno tornare lì, sulla Vecchia Aurelia, per portare dei fiori nel punto in cui è stato scoperto il cadavere».

I figli della coppia, che viveva grazie all’aiuto di Maria Simonetta, sono stati ora affidati ai servizi sociali.

Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Livorno, insieme ai militari di Piombino, sono andate avanti a ritmi serrati. L’auto della coppia è stata posta sotto sequestro e ieri sono cominciati gli accertamenti. Andreani e Pereira Gomes non avevano alcun telefono cellulare: gli investigatori quindi, non potranno fare affidamento, in questa fase delle indagini, ai dati presenti sulla sim o a quelli del gps.

Intanto ieri i carabinieri di Livorno hanno ascoltato per tutto il giorno, gli amici e i parenti della settantaseienne, ex funzionaria della Regione Toscana che aveva vissuto tantissimi anni a Firenze prima di tornare nella sua città, Follonica, una volta andata in pensione.

Era colta, era brillante, era una donna di un’intelligenza estrema Maria Simonetta Gaggioli. Quando il suo corpo, riconosciuto grazie all’orologio che portava addosso, è stato ritrovato, la città di Follonica e Riotorto, il paese che si trova a metà strada tra Piombino e Follonica si sono strette in un dolore difficile da superare. Sul corpo della donna, dalla prima ricognizione cadaverica effettuata dal medico legale, non sono stati riscontrati segni di violenza: il cadavere però era in avanzato stato di decomposizione e le risposte che tutti attendono, sono quelle che emergeranno dall’autopsia. —

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