Il Tirreno

Il lungo addio di Silvano e Alberto, la chiesa è gremita per l’ultimo saluto

Luca Centini
Il lungo addio di Silvano e Alberto, la chiesa è gremita per l’ultimo saluto

Ieri i funerali delle vittime dell’esplosione di via De Nicola Il dolore resta forte dopo due settimane dalla tragedia

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PORTOFERRAIO. Il lungo addio di Silvano Pescatori e Alberto Paolini, due delle tre vittime dell’esplosione nella palazzina di via De Nicola, si è consumato in una chiesa gremita ma al tempo stesso silenziosa. In tanti, infatti, hanno raggiunto nel pomeriggio di  lunedì 6 la chiesa di San Giuseppe, alla Sghinghetta, per dare l’ultimo saluto agli amici strappati a questo mondo due settimane fa, in quello che rimarrà un giorno tragico per la città di Portoferraio.

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Due bare allineate ai piedi dell’altare, tante persone che - alla spicciolata - raggiungono le prime file per abbracciare i familiari di Silvano e Alberto. Sono due immagini di un pomeriggio di dolore solo diluito dai giorni trascorsi dalla tragedia della notte tra il 22 e il 23 luglio fino ai funerali di ieri. Due settimane intercorse per permettere alla Procura di Livorno di compiere i primi passi nell’inchiesta e per effettuare le autopsie sui corpi di Silvano Pescatori, della moglie Grazia Mariconda (il suo funerale è già stato celebrato a Livorno) e di Alberto Paolini. In chiesa ci sono tanti amici dei duo uomini che, in quella terribile notte, si trovavano all’interno della palazzina esplosa alla Consumella. Silvano stava dormendo nella sua casa al primo piano con la mogli Grazia. Sono stati travolti e uccisi dalle macerie. Alberto Paolini è morto la notte successiva in una stanza dell’ospedale di Cisanello per la gravissime ustioni riportare in seguito all’esplosione. Era in casa con la moglie Silvia Pescatori e con la figlia Lisa Paolini, entrambe ricoverate in ospedale gravi condizioni. «In questi momenti c’è un grande senso di vuoto – ha detto don Francesco Guarguaglini, il parroco che ha celebrato la messa nella chiesa di San Giuseppe – Sono passati diversi giorni dalla tragedia, ma quando due vite scompaiono così all’improvviso non siamo mai preparati. In queste situazioni noi cristiani abbiamo una sola grande luce che è la nostra fede».

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Nella chiesa gremita il parroco celebra messa. Non ci sono pianti, ma solo un dolore composto ma non per questo meno sentito. Il sindaco Angelo Zini è seduto a poca distanza dai familiari con altri componenti della giunta. Sono presenti autorità civili e militari. «A volte – prosegue il parroco – le parole mancano quando ci troviamo di fronte alle persone che vivono questi momenti, ma anche la presenza è importante. Oggi siamo in molti, vuol dire che a Silvano e ad Alberto volevano bene in tanti, segno che nella vita hanno fatto tante cose buone».

Le salme sono state caricate a bordo dei carri funebri delle imprese Fuligni e Marano e portate fino al cimitero della Misericordia di Portoferraio. Silvano e Alberto sono stati sepolti a poche centinaia di metri dalle loro case di via De Nicola che, dopo l’esplosione, non esistono più. Nei prossimi giorni la Procura di Livorno, che coordina l’indagine condotta con dai carabinieri con i vigili del fuoco, dovranno fare chiarezza su quanto accaduto in quella terribile notte. È presumibile che sia stata una fuga di gas a causare l’esplosione. Forse una perdita nella tubazione che da uno dei gruppi di bombole posti all’esterno serviva per alimentare gli appartamenti. Ma i punti da chiarire sono ancora molti: intanto la Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo (al momento non vi sono persone indagate). —
 

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