Il presidio
Sconvolta la nipote di Simonetta «So che viveva un periodo difficile»
«Mia madre e la zia si sentivano molto spesso, il suo silenzio ci aveva allarmato. Ma il figlio non aveva fatto denuncia, l’hanno sollecitato i carabinieri»
Le 3 del mattino erano passate già da un po’ quando Adriana Gaggioli e Cristina Paris sono uscite dalla caserma dei carabinieri di Piombino, dopo molte ore di colloquio. Erano andate lì per fare il riconoscimento del cadavere ritrovato sabato mattina lungo la vecchia Aurelia, all’altezza di Riotorto. Fino all’ultimo le due donne avevano sperato che quel corpo avvolto in una coperta e abbandonato nell’erba non fosse quello di Simonetta Gaggioli, ma quelle fotografie, scattate dagli investigatori, non hanno lasciato spazio alle illusioni: la salma era della loro parente. Il cadavere della donna, sorella di Adriana e zia di Cristina, è stato ritrovato per puro caso da un automobilista che ha chiamato i soccorsi ma le due donne stavano cercando Simonetta già da domenica scorsa, quando il telefono aveva iniziato a squillare a vuoto.
Simonetta, 76 anni, un passato da funzionaria in Regione Toscana a Firenze, fino alla scorsa primavera aveva vissuto a Follonica. Una vita agiata, piena di amicizie, ma che nell’ultimo periodo era stata caratterizzata anche da diverse preoccupazioni. Filippo Andreani, il figlio 47enne, stentava a trovare un’occupazione fissa e Simonetta si era sempre preoccupata per i suoi tre nipoti, i figli che l’uomo aveva avuto dalla moglie Adriana Rocha. Ed è proprio per far stare più tranquilla Simonetta che la famiglia, in particolare la sorella Adriana e la nipote Cristina, le avevano consigliato di trasferirsi a Riotorto dove erano riuscite, tramite una conoscenza, a farle avere un appartamento in affitto. Il figlio, invece, sarebbe dovuto rimanere a Follonica. «Simonetta viveva da sola ma è durato poco – dice Cristina, la nipote – perché Filippo si è voluto trasferire da lei con la compagna e i tre figli». Nei giorni scorsi le due donne avevano fatto di tutto per trovarla: «Mia mamma – racconta Cristina – sentiva mia zia molto spesso e quando per un giorno interno non sono riuscite a mettersi in contatto, ci siamo preoccupate molto e abbiamo dato l’allarme alle forze dell’ordine tra Follonica, Grosseto, Piombino e Venturina. Poi i carabinieri nei giorni scorsi sono andati da Filippo affinché sporgesse una denuncia». E Cristina prosegue: «Simonetta era andata a Riotorto perché non stava vivendo una situazione rosea: lo sapevano tutti. Oggi siamo nella tragedia più completa, da due notti non dormo più ma dobbiamo farci forza per mamma (la sorella di Simonetta, ndr), lei è anziana e un colpo del genere non ci voleva proprio».
Sabato un’auto dei carabinieri si è fermata davanti al Bar Sport di Riotorto e poco dopo Filippo Andreani è stato fatto salire a bordo. Una macchina della guardia di finanza ha invece portato via la moglie e i figli. Sempre sabato l’auto di Andreani è stata prelevata da un carrattrezzi. Sarà l’autopsia, che si svolgerà domani o dopodomani all’istituto di medicina legale di Pisa, a dire cosa è stato a uccidere Simonetta. —
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