Il presidio
«Questa maggioranza vuole piegare Statuto e Regolamento»
piombino. «Si è consumata una brutta pagina per il consiglio comunale di Piombino, un tentativo di piegare Statuto e Regolamento alle logiche politiche della maggioranza». Così Anna Tempestini a proposito della commissione di inchiesta su Rimateria. «In campagna elettorale - dice Tempestini - le forze di maggioranza hanno sbandierato la commissione di inchiesta come strumento per verificare la situazione pregressa di Asiu, Tapo, Rimateria per proporre poi in consiglio una commissione di studio, adducendo come motivazione la volontà di non dare la presidenza ai gruppi consiliari Pd o Anna Per Piombino. Questo modo di operare è lesivo delle regole democratiche che non consentono di mettere in atto atti discriminatori nei confronti delle minoranze né di utilizzare le regole statutarie in maniera arbitraria; tra l’altro le minoranze hanno rinunciato alla vicepresidenza del consiglio e delle commissioni, nel rispetto della volontà espressa dai cittadini che hanno chiaramente chiesto, in particolare al Pd, di farsi da parte».
Prosegue Tempestini: «Poiché crediamo sia opportuno evitare le strumentalizzazioni, abbiamo proposto un emendamento che trasformasse la commissione di studio in commissione d’inchiesta, nel segno della trasparenza stigmatizzando il comportamento della maggioranza. Tra l’altro, mentre non si risponde a un’interpellanza da noi presentata e con la quale venivano chiesti chiarimenti su come l’ amministrazione vuole gestire tutta la vicenda, il sindaco tiene una conferenza stampa dove annuncia l’invio di due atti, poi corretti in note, alla Regione e relativi al diniego all’ampliamento e alla definizione di centri abitati di Colmata e Montegemoli. Noi vogliamo vedere queste note, vogliamo sapere che progetti verranno messi in campo per la rimozione dei cumuli, per la variante urbanistica, per i carotaggi, quali sono le intenzioni nel favorire o meno una relazione tra Rimateria e Jsw, per la Presidenza di Rimateria. La campagna elettorale è finita e il consiglio comunale, dove siedono le rappresentanze di tutti i cittadini, ha diritto di sapere». —
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