Il presidio
Medico ringrazia l’ospedale elbano «Mi hanno salvato»
PORTOFERRAIO. «Colpito da un ictus ischemico mentre ero in vacanza, sono stato salvato all’Elba da un sistema sanitario e da personale estremamente efficienti». In una lettera di ringraziamento Alessandro Zaccaria, un medico di 45 anni di Genova, racconta quanto gli è capitato mentre era in vacanza con la moglie Sara e i due figli. Zaccaria si è sentito male sulla spiaggia di Spartaia mentre era con la famiglia e gli amici: «Ho stampato in mente l’attimo in cui, chinandomi per raccogliere il pallone, ho visto il mio braccio destro dondolare come un pendolo. Le parole nella mia testa non trovavano vie d’uscita dalla bocca. Tecnicamente si chiama afasia espressiva che vuol dire non riuscire a formulare parole pur mantenendo piena comprensione e volontà di comunicazione».
Zaccaria è una persona in buona salute e nulla poteva far presagire quello che è accaduto. Spiegano i sanitari dell’Asl che, arrivato all’ospedale elbano, il paziente ha seguito il percorso “telestroke isola d’Elba” con angiotac vasi cerebro afferenti extra-intracranici e trombolisi endovenosa precoce. «E’ stato a Portoferraio – dice Zaccaria – in un piccolo periferico nosocomio che sono state prese le decisioni giuste con assoluta rapidità mentre i minuti scarseggiavano e con estrema competenza, mentre i polsi potevano tremare».
Quando è sceso dall’elisoccorso sul tetto dell’ospedale di Livorno e due infermieri sono andati a prenderlo inconsciamente ha detto loro «salve». «E’ stata la nuova prima parola - ricorda – ero affogato in un abisso di silenzio e adesso stavo riemergendo. Ero tornato me stesso e un po’ alla volta l’ho potuto esprimere a voce a Sara e ai miei bambini, ai miei amici, ai miei genitori, a tutti».
Zaccaria tornerà all’Elba «perché per me non è il luogo dove ho avuto la grande sfiga della mia vita, ma la più grande fortuna», quella di incontrare persone capaci e competenti. «La fortuna – aggiunge - di trovare una catena di soccorso e un sistema sanitario pubblico di grande efficienza. Mi è rimasta una traccia umana solcata nel profondo, fatta di visi che mi incoraggiavano, mi sostenevano e facevano il tifo per me in pronto soccorso a Portoferraio e in Obi a Livorno».
Due giorni fa, a 20 giorni dall’evento, Zaccaria è tornato al lavoro senza conseguenze dall’ictus che lo aveva colpito. —
Antonella Danesi
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