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approvvigionamento idrico 

Riunione a Piombino Sapere chiede risposte sul caso Solvay

L.C.
Riunione a Piombino Sapere chiede risposte sul caso Solvay

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CAPOLIVERI. Si parlerà di strategie per l’approvvigionamento idrico dell’isola d’Elba e della Val di Cornia nella riunione organizzata dalla Regione per questa mattina alle 11 nella sala consiliare del Comune di Piombino, presenti l’assessore all’ambiente Federica Fratoni e i sindaci dell’Elba, San Vincenzo, Campiglia, Piombino e Suvereto.

All’incontro è stato anche invitato il consigliere di maggioranza del Comune di Capoliveri Italo Sapere, presidente anche del comitato contro l’installazione del depuratore a Mola. «Muoio dal desiderio di chiedere all’assessore – dice Sapere - una risposta in merito alla situazione che si è creata a Rosignano».

A Rosignano c’è la Solvay, la fabbrica industriale che produce il bicarbonato: «La Solvay – prosegue Sapere - consuma ogni anno qualcosa come quasi tre volte il quantitativo di acqua che Asa eroga all’Elba. Cioè circa 20 milioni di mc all’anno, pagando meno di 300mila euro all’anno, un terzo di quello che è la somma delle bollette degli elbani».

Ma non è questo il problema, che riguarda invece Asa e più che altro tutti gli utenti sui quali è spalmato il costo dello sconto alla Solvay. La popolazione della Val di Cecina, preoccupata per i cambiamenti climatici e la minore piovosità, ha raccolto le firme e presentato una mozione in Regione, affinché obbligasse la Solvay a costruirsi un dissalatore e lasciare l’acqua di falda alla popolazione. La mozione è stata respinta dal Pd per bocca del consigliere Gazzetti, con la motivazione che i pozzi alla Steccaia di Asa sarebbero sufficienti a eliminare il problema della carenza idrica nella zona. Per il Pd inoltre è priva di interesse l’opportunità che darebbe un dissalatore alla Solvay di ricavare, oltre all’acqua necessaria, anche il sale di mare, in quantità anche maggiori di quanto prelevato dalle miniere di Saline di Volterra. Gazzetti ha glissato anche sui finanziamenti pubblici a Solvay (108 milioni dal governo e 500mila euro dalla Regione) concessi senza vincoli, che sarebbero stati sufficienti a costruire un dissalatore d’acqua di mare.

«Insomma - aggiunge il consigliere – un dissalatore invocato dalla popolazione a Rosignano non lo si crea. Invece lo si costruisce a Mola, dove nessuno lo vuole. Mi pare ci siano due pesi e due misure». —

L.C.

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