Andrea, star di Facebook e difensore dell’ambiente, che si ispira al dio Anubi
CAMPO NELL’ELBA. La pagina Facebook di Andrea Giustino Giusti (42 anni), guida ambientale del parco, conta più di 18mila like provenienti (ce lo fa notare lui stesso con una punta di orgoglio) anche dagli Usa, dove risiedono molti toscani. Perfino dal Brasile. Tutti gli dimostrano affetto e concordano su ciò che fa. E qual è il suo messaggio? Curare l’ambiente. Rispettarlo. E chi non sta alle regole del convivere civile stia molto attento, perché su di lui potrebbe abbattersi l’ira del dio Anubi. Parola di Andrea. Sposato, due figli, vive a stretto contato con il territorio che, almeno per lui, non ha segreti. Gira e rigira a bordo del suo pickup lungo i sentieri e le vecchie mulattiere di questo versante. Ma ciò che lo fa andare in bestia sono i sacchetti della spazzatura abbandonati lungo le carrarecce. O lasciati nei fossi. È più forte di lui. Si ferma e agitando un’immagine di Anubi, il dio egizio, invoca la sua reazione punitiva sugli autori dell’improvvida azione. Poi carica i resti domestici nel cassone per conferirli in discarica, togliendoli dalla strada e dalla vista. Perché proprio Anubi? «Mi è piaciuta la sua immagine – dice – Il suo corpo umano e la testa di sciacallo. È un animale che si nutre di di carogne. Ed è anche il dio protettore dei morti. Il mio vuol essere un monito, un invito a comportarsi bene e aver cura della natura, perché alla fine del nostro percorso terreno ci aspetta lui che ci traghetterà nell’aldilà».
Mette le mani avanti Andrea: non vuole affatto passare per un influencer, neppure un blogger. La sua è semplicemente una campagna che parte dal basso e che è indirizzata a tutti i suoi fan e amici: «Se tutte le persone che hanno cliccato il mio post e hanno aggiunto un like al mio messaggio togliessero almeno una bottiglietta di plastica lasciata nell’ambiente, avremmo risolto gran parte dei nostri problemi». Porta in questa maniera la sua personalissima battaglia, convinto che il cambiamento parta dal basso: «Altrimenti ci pensa Anubi!».
Basta seguirlo nelle sue azioni di “pulizia ambientale” per capire come il fenomeno incivilissimo di lasciare in campagna i sacchetti della spazzatura sia diffuso. Il cassone del suo pic kup si riempie con facilità; Andrea, munito di guanti, rastrello e la sua inseparabile immagine del dio egizio, ripulisce le mulattiere. «Ma cosa ci voleva – conclude – a portare la spazzatura fino ai cassonetti, senza abbandonarla in mezzo ai campi? Noi siamo i maggiori inquinatori dell’ambiente». —
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