Il presidio
Influencer di periferia e allarmismo spicciolo
A Piombino esiste una nuova tendenza da qualche tempo a questa parte, che soffoca i social e in particolare Facebook. Grida di allarme, accuse, insulti (spesso anche al nostro giornale). Direte: vabbè, che c’è di nuovo? Personalmente speravo che questa tendenza da parte di gruppi Fb o di singole persone particolarmente attive sui social si affievolisse dopo le elezioni. Ma così non è stato. Purtroppo. C’è un clima inquinato, ma non di quell’inquinamento di cui si parla in continuazione, ma nella mente di talune persone che “sparano” contro Il Tirreno (e non solo) “reo” di non essersi accorto di... Di cosa? Che esisteva una fabbrica che dava da mangiare a Piombino e oltre? I suoi giornalisti avrebbero dovuto fare i rilievi nelle fabbriche, misurare il livello di inquinamento? Di cosa si parla ancora non si è capito. Ma una cosa è certa. Da una parte sta la verità, i dati incontrovertibili. Dall’altra l’allarmismo di persone che non avendo altro da fare si sono trasformate in “guru” della comunicazione sparacchiando melma a destra e più che altro a sinistra, millantando contatti con organismi internazionali, Vaticano, medici e scienziati. Questi “influencer” di periferia almeno una cosa la capiscano. Piombino non è immune da problemi, ma l’allarmismo spicciolo e le invenzioni non potranno che affossarla ancora di più. —
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