Il Tirreno

sconfitti alle elezioni 

Gli ex sindaci del centrodestra in difesa del vecchio sistema

L.C.

Ferrari, Ciumei, Bulgaresi e De Santi non entrano nel merito della redistribuzione dei soldi ma sull’atteggiamento del Comune capoluogo

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PORTOFERRAIO. Che la prima riunione della Gestione associata della promozione turistica (Gat) avrebbe rappresentato la cartina di tornasole per la nuova amministrazione di Portoferraio negli equilibri geopolitici dell’Elba, era opinione condivisa da molti. Chi guardava all’appuntamento con occhi interessati e attenti erano soprattutto gli ex sindaci di centro destra che hanno governato i comuni di Portoferraio (Mario Ferrari), Marciana Marina (Andrea Ciumei), Marciana (Anna Bulgaresi) e Rio nell’Elba oggi fuso nel Comune di Rio (Claudio De Santi) che hanno fatto sentire la loro opinione. «Evidentemente amministrare - dichiarano nel documento che porta le quattro firme - un Comune all’Elba, oltretutto con gli annessi e inevitabili risvolti comprensoriali che ci sono, non è così semplice come qualcuno avrebbe potuto pensare». E proseguono: «Alla prima convocazione si è verificato il primo impatto e le prime polemiche della nuova amministrazione comunale di Portoferraio con i problemi legati alla realizzazione di opere comprensoriali come il canile-gattile e delle altre iniziative connesse al finanziamento offerto dalla fondazione tedesca Bastet – Stiftung». Sulla rivisitazione della distribuzione degli introiti che arrivano ai Comuni elbani sul contributo di sbarco, nessun accenno. Si batte invece sul tasto delle capacità gestionali che avrebbe Capoliveri nel gestire la Gat. Infatti la nota così continua. «Quanto evidenziato dall’ex sindaco capoliverese Barbetti, oggi vicesindaco, non si può certo criticare – sottolineano i quattro ex sindaci - altrimenti Portoferraio non sarebbe certo rimasto a guardare negli anni passati. Nessun altro comune elbano ha una struttura interna adatta a gestire amministrativamente la complessità della Gat e nel caso della vicenda della realizzazione del canile comprensoriale il percorso amministrativo, come è noto, è stato particolarmente travagliato. Proprio per questo l’atteggiamento tenuto dai rappresentanti del Comune di Portoferraio avrebbe dovuto essere quantomeno aperto e collaborativo nei confronti di una questione da portare quanto prima alla sua risoluzione definitiva». «L’auspicio che esprimiamo dunque è quello che si possano affrontare con responsabilità argomenti di valenza comprensoriale, come quella del canile ed in futuro altre come ad esempio la termalità, pensando bene alle conseguenze di certe prese di posizione. A meno che – concludono Ferrari, De Santi, Ciumei e Bulgaresi - non ci siano dietro operazioni politiche tese a minare l’operatività e l’efficienza di una struttura che le amministrazioni elbane di centrodestra durante gli ultimi anni hanno saputo indirizzare in maniera estremamente produttiva». —

L.C.

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