Trasparenza e spese elettorali nessuno dichiara i finanziatori
I documenti con le voci di dettaglio pubblicati all’albo del Comune di Piombino L’obbligo dei rendiconti a venti giorni dall’elezione è previsto dallo Statuto
. Voci analitiche. Raggruppate per categoria. Lo prevede lo Statuto del Comune di Piombino per le spese sostenute per le elezioni amministrative. L’articolo 74 parla chiaro. Ma al di là dell’obbligo di presentare i rendiconti per sindaco eletto, tutti gli altri candidati alla carica di primo cittadino e i rappresentanti delle liste, non c’è alcuna sanzione per chi non lo rispetta. E la sensazione è che le informazioni siano date con lo spirito di assolvere a una formalità più che a un obbligo di trasparenza. A giudicare dalle stringate dichiarazioni raccolte si indicano cifre in uscita di massima. Niente sulle entrate per farvi fronte.
Qualcosa non quadra. Alzi la mano chi non si è trovato a maneggiare un volantino elettorale o il santino di un candidato al consiglio comunale di Piombino. Chi non ha posato lo sguardo su un manifesto affisso in spazi pubblici o che passeggiando in corso Italia ha incrociato un gazebo con tanto di gigantografie e bandiere. Per non parlare delle sedi dei comitati elettorali fiorite nelle settimane che hanno preceduto il voto. Insomma, se la politica è passione e impegno civico ha anche dei costi. E farli conoscere oltre che un dovere è un segnale di trasparenza. Concetto più evocato che praticato.
Queste le cifre che dal 9 luglio sono consultabili sull’albo online del Comune di Piombino, dove resteranno visibili per trenta giorni. Poi chi vorrà consultare i documenti dovrà richiederli alla segreteria comunale.
Sei le liste a sostegno di Francesco Ferrari, eletto sindaco nel ballottaggio del 9 giugno. Ammonta a 839,08 euro il rendiconto della lista Ferrari sindaco: 15 euro per tipografia, 57,53 per le bandiere, 16 in marche da bollo, 35 per fotocopie e stampe, 715,55 per volantini e brochure elettorali. Forza Italia, Udc, Civici Popolari Liberali indica 430 euro per volantini a cui è stato fatto fronte “con finanziamento personale”, si legge nella dichiarazione firmata da Luigi Coppola. Lavoro e Ambiente: tra tipografia e spese generali il totale è di 102 euro. La cifra si ricava sommando i bilanci presentati a Mario Atzeni, Claudia Retali e Fabrizio Filippini. Anche per la Lega il totale delle spese, pari a 363,17 euro, si ottiene sommando le voci di spesa sostenute dai singoli candidati: Massimiliano Manetti (36 euro), Vittorio Ceccarelli (90), Maria Elena Cosimi (20), Davide Anselmi (107,17), Eleonora Baldi (110). Fratelli d’Italia 508,53 euro di cui 259,38 per tipografia, 45 per manifestazioni e 204,15 di spese generali. A distinguersi è la lista Ascolta Piombino che a fronte di una previsione di spese per 2.400 euro presentata al momento del deposito delle candidature stando ai documenti pubblicati all’albo non ha presentato alcun rendiconto.
Delle tre le liste che hanno sostenuto la corsa a sindaco di Anna Tempestini a farsi carico delle spese è il Partito Democratico mentre le liste Anna per Piombino e Futuro a sinistra hanno consegnato due rendiconti con zero spese. Questo il dettaglio a fronte di un totale 8.873,92 euro: 824,72 per spese postali, 1.065,50 per affitto locali, 5.608 per spese tipografiche, 292,48 per propaganda radiofonica e televisiva, 365,73 per manifestazioni e 717,49 euro alla voce spese generali.
Il Movimento 5 Stelle che ha candidato Daniele Pasquinelli ha speso 745,33 euro di cui 682,29 di tipografia, 24,04 affitto sale per riunioni e 39 per commissioni bancarie sul conto corrente del mandatario elettorale, cioè colui ha cui ha fatto capo la raccolta fondi per la campagna elettorale. Spirito Libero con il candidato a sindaco Stefano Ferrini 1. 485,73 euro. Questo il dettaglio: 80 affitto locali, 898,76 tipografia, 41 propaganda radiofonica e tv, 400, 49 varie per manifestazioni e 65,48 alla voce generali. Rifondazione Comunista con il candidato a sindaco Fabrizio Callaioli 846,10 euro. Questo il dettaglio: 545,20 tipografia, 41 affissione manifesti, 259,90 per casellari.
C’è un’altra scadenza. Tutti i candidati dovranno presentare il rendiconto entro tre mesi dalla proclamazione, pena la decadenza dalla carica per gli eletti, al collegio regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’Appello di Firenze che verificherà che siano stati rispettati i limiti di spesa a garanzia di una competizione a parità di condizioni. —
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