Il Tirreno

campo nell’elba 

Bruciati 2 ettari di macchia a causa di un camper

Antonella Danesi
Bruciati 2 ettari di macchia a causa di un camper

Il mezzo ha preso fuoco in un parcheggio a Seccheto, fiamme fino a Fetovaia È il primo incendio della stagione. E proprio oggi scatta lo stato di allerta

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CAMPO NELL’ELBA. Mentre inizia lo stato di allerta per l’antincendio boschivo, si registra il primo incendio della stagione all’Elba. Intorno alle 12 di ieri ha preso fuoco un camper che si trovava nel parcheggio di Seccheto. Il mezzo si è incendiato accidentalmente e il fuoco si è propagato, complice anche una brezza sostenuta, nella macchia della vallata tra Seccheto e Fetovaia, oltre a danneggiare altre auto in sosta nel parcheggio. Sul posto sono intervenuti il servizio regionale antincendi boschivi con otto squadre di volontari, l’Unione delle Colline Metallifere, i vigili del fuoco, il reparto carabinieri Parco nazionale e due elicotteri della Regione. L’incendio ha interessato più di due ettari di macchia mediterranea. Spente le fiamme, sono andate avanti fino alla sera le operazioni di bonifica.

«Le condizioni meteorologiche sono particolarmente favorevoli all’innesco di incendi per cui si raccomanda a tutti attenzione, prudenza e rispetto delle norme» è l’appello del colonnello dei carabinieri Marco Pezzotta. Fino al 31 agosto in tutta la regione è vietato dar fuoco ai residui vegetali, agricoli e forestali così come è vietato accendere qualsiasi tipo di fuochi. Da oggi scatta lo stato di allerta antincendi boschivi che attiva il potenziamento dei servizi operativi previsti dal piano operativo. Dall’1 luglio poi inizia il periodo di alta operatività antincendio con l’attivazione di tutti i servizi territoriali.

«L’ondata di calore africano che sta interessando i territori – spiegano dalla sala operativa regionale – crea condizioni particolarmente predisponenti per l’innesco e la propagazione di incendi, si raccomanda quindi a tutte le forze dell’ordine di intensificare i controlli, specie nelle zone conosciute per le attività di abbruciamento di residui vegetali, maggiormente esposte a rischi d’incendio per la popolazione, le infrastrutture e il bosco». —

Antonella Danesi

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