Il Tirreno

Lega ridimensionata a Piombino, nella nuova giunta maggioranza ai civici

Cristiano Lozito
Lega ridimensionata a Piombino, nella nuova giunta maggioranza ai civici

Piombino, il forzista Palombi alla sanità, al bilancio Ferracci, considerato nell’area del Carroccio. Nasce l’assessorato al lavoro (Nigro), Piacentini all’Ambiente la vera sorpresa

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PIOMBINO. Dopo 13 giorni dalla nomina a sindaco Francesco Ferrari ha varato la sua giunta, con cui si appresta a governare per i prossimi cinque anni. In una conferenza stampa trasformatasi in happening per la presenza dei sostenitori della coalizione di centrodestra che hanno riempito la sala consiliare, Ferrari ha spiegato di «aver già detto in campagna elettorale che non pensavamo solo a vincere, ma ci interessava governare, e bene, la nostra città che ne ha molto bisogno».. Per questo si è detto «consapevole della grande attesa che c’è – ha detto Ferrari – e quel che possiamo garantire è il massimo impegno. Si tratta di una nuova avventura per molti di noi, di sicuro tutti insieme penseremo solo all’interesse dalla città». Con quest’ultima affermazione Ferrari ha inteso non minimizzare il peso della Lega, fuori da ruoli operativi nonostante i sei consiglieri, e di cui ha elogiato al proposito «la grande maturità», chiarendo come in ogni caso il Carroccio «abbia condiviso scelte e programmi, con un ruolo politico importante che verrà esercitato dai consiglieri». Nasce dunque una giunta «che è espressione della coalizione, capace anche nel dopo elezioni di mostrare grande compattezza. Io credo che il “Modello Piombino” messo in campo in campagna elettorale possa diventare un sistema di lavoro in grado di dare risultati».

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Quindi il sindaco, che si occuperà anche di urbanistica e infrastrutture, ha presentato la sua squadra in cui dunque non ci sono espressioni dirette della Lega, visto che l’assessore al bilancio, Paolo Ferracci, è considerato di area leghista ma è di fatto un indipendente.

Senza sorprese le scelte dei tre pilastri della coalizione: quindi entrano in giunta Giuliano Parodi, vicesindaco con deleghe a turismo, commercio, attività produttive e cultura, Riccardo Gelichi (lavori pubblici), Gianluigi Palombi (sanità e sociale). Atteso anche il nome di Simona Cresci (tra le altre cose si occuperà di personale e istruzione), non pronosticati invece i nomi dell’ingegnere Veronica Piacentini, che non faceva parte di alcuna lista della coalizione, e di Sabrina Nigro al lavoro, settore a cui per la prima volta sarà dedicato per intero un assessorato.

«Il criterio che abbiamo utilizzato – ha ha detto il sindaco – è stato quello della persona giusta al posto giusto, con in maggioranza persone espressione della “società civile”, scelte sulla base della competenza e senza applicare manuali da prima repubblica, perché siamo convinti che il cambiamento debba passare anche dal metodo». Per questo ha confermato ad esempio «che ci saranno gruppi di lavoro aperti in ogni assessorato» con l’obiettivo di tenere unito il movimento che ha portato la coalizione alla vittoria.

Dopo la presentazione della giunta e le foto di rito, con i neoassessori parsi molto emozionati, Ferrari ha risposto alle domande dei giornalisti.

Così ha spiegato che lunedì mattina la giunta si riunirà per la prima volta «affrontando i temi più urgenti, senza però farsi fagocitare, perché c’è anche l’esigenza di dare risposte a molti altri temi sui cui la città s’attende cambiamenti».

Il Comitato salute pubblica intanto non si è detto soddisfatto della lettera inviata dal sindaco alla Regione per chiarire la visione del nuovo governo sul problema della discarica, e Ferrari ha sostenuto al proposito «che comprendiamo le esigenze del Comitato anche se certo non può dettarci l’agenda. Ci sono delle tempistiche sulla concessione di Via che abbiamo ben presenti, e su quelle ci muoveremo».

Da Ferrari anche la conferma che non lascerà la professione di avvocato, «non solo perché si può fare con un po’ di organizzazione dello studio, ma anche perché a 42 anni non posso abbandonarmi a una scelta che sarebbe disgraziata se fra 5 anni mi ritrovassi senza lavoro, e magari “costretto” a cercarmi un’altra poltrona. Per me la politica non è questo».

Infine ha testimoniato l’avvio positivo dei confronti istituzionali, in particolare col presidente Enrico Rossi, con cui si è già incontrato varie volte. «È stato appunto un approccio istituzionale – ha detto – in cui il presidente credo si sia rapportato con me come avrebbe fatto con un sindaco di un’altra parte politica, e io ho fatto la stessa cosa. Credo molto nel valore delle istituzioni, che non deve essere inquinato dalle appartenenze».
 

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