Il Tirreno

interviene anche la lega 

Forza Italia accusa la giunta precedente

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piombino. «Il punto nascita di Villamarina a Piombino non può e non deve chiudere. Non è pensabile che le gestanti dell’area piombinese e della Val di Cornia, per partorire, debbano recarsi fino all’ospedale di Cecina. La politica di tagli e di penalizzazioni a livello sanitario portata avanti dalla Regione è inaccettabile, e per questo abbiamo presentato una mozione da discutere in aula nel corso della prossima seduta consiliare, per chiedere che il Punto nascita non venga chiuso: così vedremo chi sta con i piombinesi e chi si disinteressa della penalizzazione del territorio» . Lo afferma il vicepresidente del consiglio regionale, Marco Stella (Forza Italia).

«È vero che il decreto Balduzzi prevede il numero minimo di 500 parti annui e precisi standard operativi e di sicurezza per tenere aperto un punto nascita – sottolinea Stella – e a Piombino sono nati 258 bambini nel 2018. Ma è anche vero che per una realtà simile nei numeri a quella piombinese, cioè Barga (Lucca), la Regione Toscana ha ottenuto la deroga al decreto Balduzzi. Non vorremmo che dietro questa scelta ci fosse una squallida vendetta per l’esito elettorale del 9 giugno al Comune di Piombino». Secondo Stella la precedente amministrazione di centrosinistra ha latitato, lasciando via libera ai tagli in un contesto di irregolarità nel reparto che non sono state sanate.

Interviene anche il consigliere regionale della Lega Roberto Biasci, che sottolinea come il punto cruciale della questione sia la carenza di personale. «Insomma - conclude - il nosocomio di Piombino verrà depotenziato e dalla Val di Cornia ci si dovrà trasferire, per mettere al mondo un figlio, fino a Cecina». —

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