Ferroni (Pd): «Un partito snello, aperto all’esterno»
campiglia. «Il percorso che ci ha portato alla vittoria del Comune è frutto di un lavoro a più mani, caratterizzato da generosità, responsabilità e senso di appartenenza». Così il neo segretario dell’unione comunale Pd di Campiglia Viola Ferroni che annuncia l’intenzione di continuare «su questa traccia, scevra da personalismi e divisioni interne, arricchendo i contenuti politici e le discussioni nel merito. Abbiamo dato un’inedita prova di tutto questo e, vista la situazione nazionale, regionale e locale del Pd e delle amministrazioni territoriali, è necessario ampliare il fronte e ricostituire nell’opinione pubblica la percezione di un partito sul pezzo, attuale e centrale nell’iniziativa politica, anche di supporto all’amministrazione comunale».
Tra le questioni a corto raggio la segreteria del circolo di Venturina a seguito delle dimissioni di Alberta Ticciati, la sede del partito a Cafaggio, «che manca di un presidio sul territorio», e l’organizzazione insieme ai circoli delle Feste de L’Unità. «Intendo organizzare il partito per renderlo una struttura snella – dice Ferroni –, con una segreteria composta dai segretari di circolo e istituire delle commissioni tematiche permanenti e aperte, la cui composizione sarà trasversale rispetto alla stretta appartenenza rappresentata dalla tessera. Non possiamo permetterci di essere pignoli in un momento in cui l’unico criterio di selezione deve essere la capacità di proporre e, soprattutto, saper scegliere gli argomenti di interesse generale rispetto a quelli personali». Che aggiunge: «Con questo non voglio certo sminuire il valore del tesseramento e dell’orgoglio di partito, che in me è marcato e forte, credo però che se vogliamo davvero tornare a essere la forza politica le cui idee girano nella società e sono percepite dai cittadini come vincenti, dobbiamo lanciare messaggi chiari in questo senso». Sulla frattura con il Partito Socialista auspica «una ricomposizione sui valori e sui temi comuni».
Mentre allargando la visuale al Pd territoriale «ora più che mai c’è bisogno di un partito autorevole e autonomo – conclude –. A tutti i dirigenti faccio appello affinché, invece di prendere a pretesto la sconfitta di Piombino per riaprire fronti interni, si capisca che questo potrebbe essere solo l’antipasto del declino che aspetta la sinistra, a meno che ognuno di noi non ci metta del suo per invertire la tendenza e faccia lo sforzo di capire che ogni volta che pensiamo di aver sconfitto un nemico interno, in realtà stiamo solo mangiando un altro po’ di terreno al Pd». —
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