Il Tirreno

Dervishi (csp) 

Appello al sindaco: «Siamo cittadini, mai più scelte calate dall’alto»

2 MINUTI DI LETTURA





piombino. Si è parlato di valutazione di impatto sulla salute (Vis) nell’incontro organizzato dal Comitato salute pubblica al Rivellino. Uno strumento che si propone di fornire elementi che consentano di scegliere, fra diverse alternative, rispetto alle conseguenze future sulla popolazione degli interventi che si intende mettere in opera. E ciò con l’obiettivo di mitigare gli effetti negativi e massimizzare quelli positivi. «La forza della Vis è che per definizione è prospettica», dice l’epidemiologo Fabrizio Bianchi. Si basa su una valutazione ex ante. «Sulla base di quello che so adesso posso dirti quello che accadrà sulla base di scenari. E gli scenari li definiscono i portatori di interesse, una comunità. La Vis è un potente strumento di prevenzione». Un’indicazione non da poco e che suggerisce la possibilità di introdurre questa metodologia anche per pesare e valutare interventi al centro dell’azione del Comitato salute pubblica (Csp), come il contestato ampliamento della discarica di Ischia di Crociano. E che questa sia una delle possibilità lo suggerisce il presidente del Csp Alessandro Dervishi al vicino di tavolo, il neo sindaco di Piombino Francesco Ferrari.

«La Vis rappresenta uno strumento efficace per ridurre tali conflitti – dice Dervishi, citando un documento Arpat –. È evidente che qualsiasi intervento sul territorio determinerà inevitabilmente un cambiamento non solo nello stato di salute della popolazione ma anche del territorio e del suo paesaggio. Ed è per questo che occorre venga eseguita un’accurata valutazione d’impatto al fine di evidenziare rischi ambientali e quelli per la salute». Insomma, «i cittadini non possono essere relegati al ruolo di testimoni e ancor meno a quello di vittime». Occorre creare «un clima di fiducia tra i cittadini e le istituzioni evitando che solo un ristretto numero di persone si a delegato a fare le scelte in nome e per conto della collettività».

Quando le decisioni su un territorio vengono calate dall’alto «questo porterà allo scontento, alle critiche, alla condanna di un modo di agire autoritario nel fare determinate scelte. Ne deriva quindi una conflittualità tra i cittadini, che come nel nostro caso hanno formato un comitato a propria difesa, e l’amministrazione di cui non verrà più riconosciuta l’autorevolezza». L’invito alla nuova amministrazione è a spossare un modello collaborativo, promuovendo il dialogo e la cooperazione tra esigenze sociali, politiche ed economiche. «È il modello che auspichiamo per l’immediato futuro e vorremmo che fosse applicato anche alla nostra Piombino, in modo che le persone non siano più considerate come la gente ma dei cittadini». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera