Il Tirreno

Pd, dopo il voto serve la responsabilità

M.M.
Pd, dopo il voto serve la responsabilità

Il segretario della federazione Roventini: «È necessario aprire un confronto all’interno del partito e tra gli organi dirigenti»

3 MINUTI DI LETTURA





piombino. «La prima cosa che ho detto il giorno del risultato del ballottaggio, ma che è passata in secondo piano, è che tutti siamo utili e nessuno è indispensabile, questo perché di fronte a un risultato elettorale del genere tutti e dico tutti si devono mettere in discussione ed è necessario aprire un confronto all’interno del partito e tra gli organi dirigenti». Parte da questo assunto il filo del ragionamento politico del segretario della federazione Pd Val di Cornia Elba Massimiliano Roventini. Il guaio è stato fatto. I tempi dell’analisi e delle responsabilità devono seguire i giusti percorsi, per non alimentare e innescare lacerazioni senza determinare uno scarto in avanti rispetto alle secche in cui quel che resta del partitone è finito. Sembra essere questo l’orizzonte a cui il segretario della federazione invita a guardare i suoi compagni e amici di fede politica.

I numeri della storica batosta piombinese, che manda il Pd all’opposizione dopo settant’anni, sono impietosi. L’indicazione della città è ancor più netta del risultato che segna una svolta affidando la guida della città a Francesco Ferrari e alla sua maggioranza di centrodestra.

«Un passaggio importante è stato fatto la sera del 10 giugno nella segreteria di federazione, dove sono emerse evidenti criticità e dove ho detto chiaramente che tutti siamo utili e nessuno è indispensabile – sottolinea Roventini –. La situazione politica è tale che la fretta e la voglia di additare subito colpe magari a chi le ha anche marginalmente potrebbe portare a una cattiva gestione delle situazione e questo non ce lo possiamo assolutamente permettere». Che prosegue: «Sono da evitare in questo momento rivalse o conte interne che porterebbero a una definitiva implosione di un partito che con umiltà e pazienza siamo riusciti a tenere il più unito possibile in questo anno e mezzo dall’accordo congressuale e caratterizzato continuamente da una mancanza di collaborazione interna».

Il passaggio è stretto. E non sarà un’operazione di breve periodo quella dell’elaborazione di ciò che ha portato la città a voltare la faccia alla classe dirigente espressa dal Pd. «Per il bene del partito credo che debba essere intrapreso un percorso virtuoso e condiviso nel breve tempo che ci porti verso una riorganizzazione interna degli organi dirigenti – afferma il segretario Roventini –, aprendosi a tutte quelle nuove forze che si sono avvicinate durante questa campagna elettorale». A dettare l’agenda è sicuramente la scadenza del 2020 per le elezioni regionali. «Non dobbiamo dimenticarci che tra meno di un anno sono previste le elezioni regionali dove dobbiamo assolutamente mantenere la nostra rappresentanza territoriale, che non deve essere messa a rischio da affrettate o da calcolate e frettolose pressioni nel gestire questo momento così delicato del nostro partito».

Roventini conclude sottolineando che «in questo percorso tutti, compreso me, siamo messi in discussione. Occorre una discussione politica profonda, che farà la direzione territoriale. Personalmente mi rimetterò alle decisioni che verranno assunte in quella sede e non ai post su Facebook. Così mi hanno insegnato». —M.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino