Il presidio
Tempestini ha deciso di iscriversi al Pd «C’è da costruire l’alternativa per la città»
La discarica al netto di quelle che definisce «strumentalizzazioni» come esempio di mancata sintonia con i cittadini
«Non ho da rimproverarmi niente. Credo di aver messo tutta la disponibilità e l’esperienza, oltre al coraggio, per andare alla ricerca di una possibile vittoria che era oggettivamente complicata». Nelle stanze della Federazione del Pd, in via Marco Polo, ci sono ancora le tracce di chi ha seguito in diretta lo spoglio la notte del 9 giugno. E qui, a distanza di una manciata di ore, torna Anna Tempestini per una prima analisi di ciò che è stato. Un tornado politico. Annunciato. Eppure, nessuno si aspettava avesse la forza d’urto che ha rivelato: 10. 411 cittadini al ballottaggio hanno scelto Francesco Ferrari contro i 5. 789 della candidata di centrosinistra. Le parole si arrendono ai numeri. «Nelle urne si è espressa la voglia di voler togliere una classe dirigente». Ma c’è dell’altro. E soprattutto: «C’è da ricostruire un rapporto di fiducia con la gente». Operazione in cui Tempestini intende giocare un ruolo di primo piano. «Ho intenzione di iscrivermi al Pd per partecipare a pieno alla vita del partito che mi ha sostenuto».
Torniamo al dopo voto. A pochi minuti prima della mezzanotte, quando ha ammesso la sconfitta con una telefonata al suo avversario. «Avevo una specie di ovo sodo dentro, che non andava né in su né in giù». Cita Paolo Virzì, una celebre battuta dal film Ovosodo del 1997, per restituire lo stato d’animo di quei momenti. Invece, della pellicola d’esordio del regista livornese, “La bella vita” del 1994, resta lo sfondo di una città smarrita. Non siamo a 25 anni fa, ma i richiami non mancano. L’economia è inchiodata al passo della locomotiva siderurgica.
«Siamo arrivati in ritardo di fronte a una coalizione che ha preparato la sua campagna elettorale per tempo e che ha ottenuto un risultato ampio e da rispettare – dice –. Risultato che impone una riflessione forte soprattutto al Pd, rispetto a una non sintonia con i cittadini, anche se ha mantenuto il consenso ottenuto alle elezioni europee alle comunali c’è stata una sfiducia di fatto».
Si può metterla sul piano dei valori, ma a marcare le distanze è la questione dei rifiuti. Della discarica ex Asiu e di Rimateria Spa. «C’è stata una campagna elettorale spregiudicata da parte delle liste e del nuovo sindaco Ferrari, sopra i toni e con strumentalizzazioni – sostiene Tempestini –. Ma la discarica e Rimateria sono anche l’esempio della mancata sintonia della mia parte politica con la città». Che aggiunge: «Piombino è in una situazione particolare, servirà una grande capacità di governo. Si tratta di partire dalle cose che già sono state fatte, senza disconoscere quello che c’è in campo. Troverei ingeneroso che quello che in questi anni è stato costruito venisse buttato. Il centrosinistra ha portato anche cose buone che in tanti hanno dimenticato troppo facilmente».
Il centrosinistra deve ripartire da questo risultato. «Ci sono poco meno di 6mila persone che ci hanno dato il voto. È un pezzo di città che ha ancora fiducia nel Pd e nelle liste che mi hanno sostenuto. Non è un dato insignificante. Un punto di partenza per costruire l’alternativa per la città. Questa esperienza mi ha fatto conoscere tante persone per bene che sono state al mio fianco e hanno condiviso la battaglia e il risultato. Ed è un dato positivo per costruire una buona politica. Ci sono persone che si sono avvicinate per la prima volta alla politica attiva ed è un valore da tenere in considerazione». Come riuscirci di fronte a un partito suonato dalla batosta elettorale è una pagina tutta da scrivere. «Sarò in consiglio comunale, sono una donna delle istituzioni ed eserciterò un ruolo di opposizione propositiva che non farà sconti a una compagine che ha fatto tante promesse in questa campagna elettorale». Ci sarà un dialogo con le altre opposizioni che non hanno raccolto le aperture in vista del ballottaggio? «Siamo aperti al confronto, ma resta una possibilità da concretizzare dove sarà possibile». —
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