Il presidio
«I cittadini saranno sempre la nostra forza e il peso della Lega non è un problema»
Ferrari: «I miei assessori periodicamente andranno nei quartieri, gruppi di 10-15 persone sosterranno il loro lavoro»
Francesco Ferrari, dopo una notte di festeggiamenti, ieri ha vissuto la sua prima giornata da sindaco. Un po’ di interviste a giornali e tv, un salto allo studio, un passaggio in Comune per incontrare il segretario generale Maria Luisa Massai a cui il neosindaco spiega di aver chiesto «la possibilità di avviare un percorso di incontri con i dipendenti comunali. Non penso a cambi di dirigenti, sono convinto che tutti in via Ferruccio lavoreranno molto bene». Ferrari oggi alle 12 terrà una conferenza stampa al suo comitato elettorale insieme a Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina ed europarlamentare della Lega, e ad altri rappresentanti delle liste della coalizione, per commentare lo storico risultato piombinese. Nell’intervista che segue, anticipa al Tirreno alcune delle prime mosse del suo governo.
Ferrari, com’è stato svegliarsi da primo cittadino?
«Abbiamo festeggiato a lungo, e ho dormito poco. Mi sono svegliato con una grande soddisfazione, certo, ma anche con la giusta dose di timore pensando ai problemi che ci attendono».
Lo sa che il corteo della vittoria, l’altra notte verso il Comune, ha innescato un’altra polemica?
«Sì, ma non era una “marcia” come ha detto qualcuno, è stata una cosa simbolica che mi dicono sia usata spesso quando cambia un’amministrazione».
Qualcuno ha intonato pure il “chi non salta comunista è...”
«Io mai nella campagna ho parlato di comunisti. Questo perché la mia era una battaglia contro una classe dirigente, non contro un partito o un’ideologia. È per questo che non ho avuto problemi a fare una coalizione accomunata dalla critica al governo locale».
Ma l’ha emozionata entrare in Comune l’altra sera, e pensare che era la prima volta che lo faceva da sindaco?
«Sì, però l’emozione più grande è stata quando arrivando poco prima delle 23 al Comitato, ho trovato quella folla incredibile».
Quando ha capito che davvero aveva vinto?
«Quando sono arrivati i risultati delle prime due sezioni e ho visto che aumentavamo i consensi del primo turno. Di potercela fare ero convinto, ma confesso che negli ultimi giorni un po’ di paura mi era venuta».
Lei ha promesso che sarà sindaco di tutti. Non è un po’ una frase fatta?
«No, perché manterrò l’impegno di ascoltare tutti, non solo quelli che ci hanno votato. È anche così che si ricostruisce un senso di comunità».
Ferrari, il collante del movimento che l’ha sostenuta è stato l’entusiasmo. Come si fa a mantenerlo intatto ora che inizia la fase più difficile, quella del governo?
«La nostra gente sarà sempre fondamentale per il progetto. Per questo immagino che ogni assessore potrà avvalersi di gruppi di lavoro di 10-15 persone con cui incontrarsi periodicamente».
In consiglio sono rappresentate 5 delle 6 liste della coalizione. Ognuna avrà un assessore?
«No, o meglio non necessariamente. Per la giunta mi prenderò qualche giorno, voglio costruire una squadra di gente appassionata, disposta a sacrificarsi per 700-800 euro e quindi con una gran voglia di lavorare per la città».
Per la giunta farà scelte fuori dal Consiglio?
«Sì, anche fuori dal Consiglio. Non credo però tanto nei tecnici, per fare bene l’assessore serve anche una particolare connotazione caratteriale. Di un assessorato tecnico penso ci sia bisogno solo per il bilancio. In giunta mi piacerebbe avere dei giovani, insieme a gente d’esperienza».
Lei ha puntato molto sul lato civico della coalizione. La Lega ora ha sei consiglieri. Non teme di subire un’eccessiva pressione dal partito di Salvini?
«Ma no. Non sono affatto preoccupato. Io sono il sindaco, gli eletti della Lega sono persone serie che si sono messe a disposizione del progetto, come quelle delle altre liste. Certo sono molto soddisfatto della qualità e del risultato di quella che portava il mio nome, che ha lo stesso numero di consiglieri della Lega».
Tornando al bilancio, lei è stato critico con molte delle spese della giunta. Sono stati usati male i soldi pubblici?
«Io dico che con i tagli che ci sono stati dallo Stato bisogna spendere meglio. Ad esempio non sono stato d’accordo sui soldi spesi per Piombino 2020 o per le proiezioni murali. Credo che forse da qui in avanti sarà meglio fare magari meno eventi ma più curati dal punto di vista del marketing».
Come affronterà quelle che sono forse le questioni più stringenti, acciaieria e Rimateria?
«Incontrerò i dirigenti delle due società in tempi rapidi. Non si spostano di una virgola gli impegni presi in campagna elettorale. Sul debito Asiu faremo una commissione d’inchiesta, perché i cittadini hanno il diritto di sapere la verità».
Sindaco, quali saranno le prime mosse che caratterizzeranno l’avvio del lavoro della sua giunta?
«È mia intenzione riattivare il tavolo sul turismo e commercio con gli operatori. E poi da subito voglio inaugurare una nuova pratica, la giunta almeno un paio di volte al mese andrà nei quartieri a parlare con i cittadini». —
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