Fiera mostra, l’apertura di Sefi «Sì a proposte per ripensarla»
Carolini: «Servono idee fattibili perché l’evento non si organizza con gli slogan» A breve un tavolo tecnico per il 2020 con Comune e associazioni di categoria
venturina. «La Fiera va certamente ripensata per stare al passo coi tempi. E siamo aperti a idee e proposte, che siano però fattibili e non slogan. Ma su questa 48ª edizione hanno inciso fattori esterni che hanno condizionato la presenza di stand e visitatori. Tutto lo staff s’impegna al massimo ogni anno per realizzarla al meglio». Leonardo Carolini, presidente Sefi, la società che gestisce gli spazi fieristici, interviene a nome del consiglio di amministrazione sul bilancio dell’edizione che si è concluda il 2 giugno.
Alcuni espositori hanno messo in evidenza, in particolare, il calo di standisti, la necessità di attirare più persone, di fare più pubblicità, di ottimizzare gli spazi e rinnovare il format con idee che permettano di sopravvivere negli anni futuri. Quest’anno poi anche il maltempo è stato un fattore determinante per l’andamento della manifestazione e le presenze. Gli espositori avrebbero dovuto essere circa 200, secondo alcuni standisti sono stati 108.
«Erano 161», precisano da Sefi spiegando il perché di questi numeri. «Il lieve calo degli espositori è stato prevalentemente determinato da fattori esogeni quali la concomitanza della Fiera di Padova, le cui date sono state per la prima volta spostate e che ha drenato molti storici nostri espositori, e le condizioni meteo, purtroppo preannunciate e che hanno fatto desistere all’ultimo minuto altre prenotazioni di spazi».
Per gli addetti del settore, quello fieristico è in sofferenza non solo a causa della crisi economica ma anche perché il consumatore è sempre più digitale, acquista online, dove trova l’affare a portata di click e a prezzi competitivi. E con questo bisogna confrontarsi, tenendo anche conto che quella di Venturina è una fiera che non può avere gli stessi visitatori delle rassegne di grandi città. «La formula certamente va migliorata – prosegue Carolini – visto l’evolversi dei tempi e delle modalità di acquisto dei consumatori sempre più orientati al web. Inoltre, il bacino di utenza della fiera mostra non è ovviamente paragonabile a quello delle città metropolitane dove si svolgono le maggiori fiere. L’impegno del Cda è di accogliere suggerimenti sia degli operatori che dell’utenza, tenendo conto delle proposte concretamente realizzabili e che la fiera non si organizza a colpi di slogan ma con lavoro serio e meticoloso come è stato fatto in questi anni».
Tra i suggerimenti di alcuni espositori, quello di ridurre i giorni di manifestazione e magari reinserire l’ingresso a pagamento. In vista della prossima edizione il Cda sta già predisponendo un percorso di confronto con gli operatori. «Sul 2020 – conclude – saranno presentate delle proposte dopo un tavolo tecnico con Sefi, Comune e associazioni di categoria di commercio, agricoltura e artigianato. A settembre, con la programmazione anche di spazi ed eventi fieristici». —
Annalisa Mastellone
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