Il Tirreno

Elba, la voglia di cambiare ha fatto la differenza alle urne

Luca Centini
Zini riceve la fascia tricolore da Ferrari
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Zini riceve la fascia tricolore da Ferrari

Le ragioni del voto nelle elezioni comunali dell'isola, dove le bandiere politiche contano sempre meno

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PORTOFERRAIO. Se c’è una cosa che le urne hanno detto in modo chiaro è che, alla fine, ha prevalso la voglia di cambiare. A Portoferraio, come a Marciana (lasciando da parte Capoliveri, dove le elezioni sono rimandate al 9 giugno per il caso incredibile di pareggio).

Alla continuità gli elbani hanno preferito la svolta. E lo hanno fatto senza guardare troppo alle bandiere: mai come in questa tornata elettorale le liste in corsa hanno mischiato le carte finendo per presentare candidati con appartenenze e sensibilità politiche diverse. Vedremo poi, quando ci sarà da governare, se questa spinta verso “la trasversalità” sarà un valore o una fonte di contrasti e problemi. Ma, ormai è chiaro, non è la politica a decidere chi governa i comuni dell’Elba: il voto europeo ha trasformato l’isola nella roccaforte di Matteo Salvini (la Lega ha vinto in tutti i Comuni con percentuali bulgare), eppure a Portoferraio e a Marciana hanno trionfato Angelo Zini e Simone Barbi, entrambi uomini Pd, sebbene alla guida di liste civiche pure e trasversali.

Proprio l’opposto a cinque anni fa, quando alle europee e all’Elba stravinse il Pd di Renzi e in quattro comuni su cinque vennero eletti sindaci di destra. Barbi ha fatto la differenza rispetto alla lista di Anna Bulgaresi che dopo 10 anni da sindaca si è ripresentata con la sua squadra di sempre. E ha fatto la differenza Zini. Lui alla guida della città c’è già stato con Peria, ma dopo 5 anni agonizzanti di centrodestra, la sua lista è sembrata agli occhi dei cittadini la più nuova e credibile per risollevare la città. Meglio cambiare, dunque. E i voti sono lì a dimostrarlo. —

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