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Lega travolgente in Val di Cornia e all’Elba: Pd primo a Piombino
Il partito di Salvini supera il 30% ovunque grazie al travaso di voti dai 5 Stelle I democratici crescono di 3 punti in città rispetto alle politiche del 2018
PIOMBINO. La Lega va oltre le previsioni dei sondaggi e alle Europee è primo partito in tutta la Val di Cornia, con la sola eccezione di Piombino, dove il Pd mantiene di poco il primato, col 32,97% contro il 29,83% del partito di Matteo Salvini.
È secco il calo in città del Movimento 5 Stelle, che segue il trend nazionale, con 10 punti e circa duemila voti in meno rispetto alle politiche di un anno fa, una trasfusione di voti verso la Lega che ha interessato anche Forza Italia, ormai ridotta quasi ovunque intorno al 5 per cento dei consensi.
La Lega sfonda ovunque, quindi, anche se il Pd sostanzialmente tiene, anzi a Piombino aumenta di quasi il 3 per cento il risultato delle politiche 2018 e vede crescere anche il numero dei voti, mentre i dati delle Europee di cinque anni fa sembrano appartenere a un’altra era geologica: allora lo tsunami renziano consegnò al Pd quasi il 60% dei consensi, calati peraltro di oltre 11 punti e di quasi 2500 voti alle amministrative che premiarono l’elezione del sindaco Massimo Giuliani al primo turno. Tutto ciò mentre la Lega era praticamente un club: 381 voti e il 2% totale dei voti
Focalizzando l’attenzione su Piombino, il raffronto più interessante è però quello con le politiche del 5 marzo 2018: detto del Pd che avanza seppur di poco, va segnalato come la Lega cresca dell’11%, più o meno esattamente la percentuale che segna la frenata dei 5 Stelle, passati dal 27,4% al 17,12% . Letteralmente un travaso di voti tra i due partiti alla guida del governo nazionale, che certifica l’estrema fluidità dei comportamenti di voto, fenomeno diffuso in gran parte del Paese. Il successo della Lega, a cui vanno aggiunti i risultati di Fratelli d’Italia (4,01%) e Forza Italia (4,44%) porta il blocco di centrodestra a circa il 38%.
Guardando al resto della Val di Cornia, Sassetta (per decenni piccola roccaforte rossa) registra il risultato più importante (37,7%) della Lega (Pd 28,95% e 5 Stelle 15,29%), che in un comune ben più popoloso come Campiglia fa segnare il 36,21% dei consensi (Pd al 32,34%, 5 Stelle 13,30%), e va ben oltre il 30% a Suvereto dove Lega e Pd hanno curiosamente ottenuto più o meno lo stesso risultato: 606 voti e 33,93% per il partito di Salvini, 603 voti e 33,76% per i democratici, con i pentastellati al 15,29%.
I dur maggiori partiti sono molto vicini anche a San Vinccenzo, dove la Lega ha ottenuto il 33,54% con 1330 voti, appena 68 in più del Pd col 31,83%, e i 5 Stelle sempre terzi al 13,76%.
Una volta bastava varcare il canale di Piombino per sbarcare nella roccaforte di Silvio Berlusconi. E invece, dopo la strana parentesi renziana del 2014, l’isola d’Elba è ufficialmente una colonia della della Lega.
Il partito di Salvini ha vinto in tutti i comuni elbani con percentuali che oscillano dal 33,20% di Marciana Marina al 45,80% (dato record) di Campo nell’Elba. In tutto i voti elbani per il Carroccio sono stati 5.714 su 15.543, pari a una percentuale del 36,76%, un dato superiore a quanto raccolto su scala nazionale.
Sembra davvero passato un secolo da quando nel 2014 lo Scoglio si svegliò nella mattina post-elettorale con il trionfo, insolito per l’isola, di un partito di centrosinistra, con Matteo Renzi che vinse dappertutto facendo ancora meglio di Salvini, con una percentuale del 38,89%. Tanto basta per rendere l’idea della volatilità del voto per le europee. Ma i dati sono dati e meritano di essere fotografati con attenzione.
Partiamo da Portoferraio, il comune più importante dell’isola, nel quale la Lega ottiene il 38,47%, staccando sia il Pd (21,22%) sia il Movimento 5 Stelle (13,57%).
I 5S piangono all’Elba, come nel resto d’Italia, ottenendo percentuali comprese tra un minimo del 12,30% di Marciana al massimo del 18,05% di Rio, alle prime elezioni europee dopo la riunificazione tra Rio Marina e Rio nell’Elba.
Il Pd raccoglie sull’isola 2.872 consensi (18,47%): una miseria rispetto a quelli di cinque anni fa, che tuttavia erano arrivati nella fase di massima espansione del partito ormai ex renziano. E Berlusconi? La sua Forza Italia, che una volta otteneva percentuali bulgare sullo Scoglio sta sotto la soglia del 10% ovunque, tranne che a Capoliveri (10,31%) e a Porto Azzurro. Nel comune longonese amministrato dal sindaco Maurizio Papi permane un buon grado di affetto nei confronti del Cavaliere, che strappa il 17,80%. E se Fratelli d’Italia all’Elba ottiene un risultato simile a quello nazionale, con la vetta di Capoliveri (8,54%), la Sinistra e gli altri partiti raccolgono soltanto briciole.
Il boom di Salvini, infine, non può mettere in ombra il risultato del primo vero partito all’Elba, quello dell’astensione, al 44,04%. Anche questo un dato che fa riflettere. —
cloz e lu.ce.
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