Il depuratore scarica nel fosso. Asa: «È tutto autorizzato»
La società interviene dopo le proteste per gli sversamenti nel rio della Madonnina. «La tecnologia dell’impianto garantisce un’elevata garanzia ambientale»
PORTOFERRAIO. Lo scarico terminale dell’impianto di depurazione nel fosso della Madonnina è «regolarmente autorizzato con un’ autorizzazione unica ambientale, ed è ampiamente conforme ai limiti ambientali della legge, vista soprattutto l’efficiente tecnologia impiegata di ultrafiltrazione delle acque». È quanto afferma la società Asa, in seguito alla preoccupazione generatasi tra i cittadini di Portoferraio circa lo scarico delle acque reflue del depuratore di Schiopperello nel fosso della Madonnina. È stato Carlo Gasparri, referente per l’ambiente della Fondazione Elba, a sollevare dei dubbi circa il luogo e le modalità di smaltimento. Con una lunga nota tecnica la società che gestisce il servizio idrico ha voluto chiarire i motivi alla base della scelta e le relative garanzie ambientali.
Il nuovo depuratore ha una potenzialità complessiva di 22.500 abitanti equivalenti con la costruzione anche di 8 km di condotte di spinta e due nuove stazioni di sollevamento, come previsto dal progetto del piano stralcio approvato dall’Autorità idrica della toscana, per un investimento complessivo di oltre 9 milioni di euro. Il progetto, escluso dalla verifica di assoggettabilità alla Via e approvato nella conferenza di servizi del 29 novembre 2012 indetta da Ait, «ha previsto – spiega Asa – che lo scarico finale delle acque depurate e post-trattate per rendere le acque idonee al riutilizzo per scopi irrigui o industriali, fosse convogliato mediante una tubazione di scarico verso Portoferraio per una serie di valutazioni tecniche accolte dalla conferenza di servizi, con il contributo degli enti chiamati a definire la fattibilità del progetto, pur con la garanzia ambientale di acque depurate con un grado di efficienza superiore a quello del vecchio impianto».
Non fu ritenuto idoneo in quel contesto autorizzare lo scarico delle acque provenienti da Portoferraio nel fosso Fabbrello, precedentemente autorizzato per le acque provenienti dal piccolo agglomerato di Schiopparello, «in quanto l’aumento di portata previsto per lo scarico del nuovo depuratore fu ritenuto infatti incompatibile con la capacità idraulica recettiva del corso d’acqua. A questo si aggiunga la presenza nell’area di pozzi. Canalizzare le acque fino al punto di scarico e convogliarle a mare presso la località Magazzini, alle foci del Fabbrello nel golfo di Schiopparello, fu ritenuto altrettanto critico per il profilo costiero».
Per questi motivi, fu ritenuta valida la soluzione di utilizzare lo stesso tracciato della fognatura di invio delle acque raccolte dalla rete fognaria dal centro abitato di Portoferraio al nuovo depuratore di Schiopparello come tracciato ottimale. «Il percorso della tubazione di scarico è stato studiato quindi come un vero e proprio acquedotto industriale, in grado di finalizzare gli obiettivi del riuso delle acque depurate», spiegano dalla società che gestisce le risorse idriche.
In attesa di attuare il riutilizzo, è stato previsto che le acque depurate fossero integralmente scaricate in un corso d’acqua idoneo. «A tal fine – spiegano da Asa – dagli studi è risultato il più idoneo a sostenere il ricevimento di tali portate di scarico il fosso della Madonnina».
Asa fa sapere che la collocazione del punto di scarico sul fosso della Madonnina fu definita in accordo con il Genio Civile – Regione Toscana, l’ente che ha espresso la sua autorizzazione ai fini idraulici. Asa precisa di aver correttamente applicato «le specifiche raccomandazioni fornite dagli enti con una contestuale analisi tecnica di fattibilità e dei costi/benefici di ogni opzione vagliata – assicurano – lo scarico terminale dell’impianto di depurazione nel fosso della Madonnina è regolarmente autorizzato, ed è ampiamente conforme ai limiti ambientali della legge, vista soprattutto l’efficiente tecnologia impiegata di ultrafiltrazione delle acque ad Mbr che, unita al nuovo processo biologico di depurazione, rappresentano una elevata garanzia ambientale poiché, come detto, sono in grado di rendere le acque trattate addirittura conformi anche al loro riutilizzo industriale ed irriguo, nel rispetto di una norma ben più restrittiva di quella dello scarico in acque superficiali per i parametri chimico/fisici e batteriologici».
Asa prevede quindi che in futuro, grazie all’incentivazione al riuso di queste acque trattate in un quadro generale di risparmio idrico e di salvaguardia delle risorse e di una migliore qualità da destinare agli usi potabili, le portate allo scarico nel fosso della Madonnina diminuiranno.
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