Italia
Ferrari sulla musica dei locali «Tutelare cittadini e movida»
Secondo il candidato sindaco c’è il modo di ottenere per il centro storico più decibel e orari migliori: «Dobbiamo pensare ai posti di lavoro»
piombino. «Una pianificazione miope e controproducente che deve essere abbandonata: è giunto il momento che Piombino cambi marcia anche per ciò che riguarda la visione delle attività che ne arricchiscono la vita notturna». Il candidato sindaco del centrodestra Francesco Ferrari interviene sulla polemica (con esposto) tra cittadini e locali per la musica troppo alta. «È una questione solo apparentemente banale, visto che porta con sé due aspetti importanti. Da un lato c’è il rispetto verso l’esigenza dei residenti di rivendicare il proprio diritto alla quiete e alla tranquillità notturna. Dall’altro, la necessità degli imprenditori locali di rendere produttive le proprie attività. Da un lato sta il decoro urbano del nostro centro storico, dall’altro la volontà di valorizzarlo. Crediamo nel dialogo e nel compromesso tra queste due posizioni».
Ferrari sostiene che nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini, «crediamo fermamente in quelle iniziative ed idee imprenditoriali che possano dare lustro e nuova vita alle strade di Piombino e del suo centro, arricchendolo di posti di lavoro e vitalità. E crediamo che tutto questo non debba essere ostacolato dalla miopia della politica, né da piani e visioni obsolete: il Piano di zonizzazione della nostra città, lo strumento del Comune per regolare e disporre in materia di emissioni sonore, relativi orari e zone in cui è eventualmente possibile derogare o meno, risale addirittura al 1998. Modificare il piano di zonizzazione costerebbe all’amministrazione una cifra fra i 20 e i 30mila euro. Ma esiste un’opportunità che ci permetterebbe di aggirare l’ostacolo economico ed è il punto centrale di questo intervento quanto del nostro programma. I locali sono tutti concentrati nel centro storico. È possibile, ed è un’opzione corroborata anche dal confronto coi tecnici della Regione, aggirare la questione degli alti costi di modifica del Piano indicando il nostro centro storico come “zona ad alta vocazione turistica” . Così facendo sarebbe concessa una deroga in termini di decibel e orari. I locali della vita notturna non sono un rumore da azzerare: mantengono viva una città, non incentivano la fuga dei giovani in altre località e, soprattutto, creano posti di lavoro». —
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